È in carcere e rischia la pena di morte Interviene Bonafede
SCANDIANO
Ora il 44enne Mustapha Bouzendar è in una delle affollate carceri marocchine, in attesa di processo. E non sono certo le precarie condizioni di sicurezza e igienico sanitarie a costituire il problema più grosso per lui. Secondo la giustizia marocchina rischia, infatti, la pena di morte. Nei suoi confronti le pesanti accuse di omicidio volontario, tentata violenza sessuale e rapina aggravata.
In suo “soccorso” ci sono però le norme che regolano i rapporti tra i due paesi, il Marocco e l’Italia, in virtù delle quali è stato lo stesso ministro Alfonso Bonafede a chiedere e ottenere rassicurazioni sul fatto che la pena di morte, qualora fosse il responso del processo in Marocco, non venga eseguita.
Grazie alla stessa convenzione che non rende possibile la sua estradizione Bouzendar subirà però due processi. Uno in Marocco e uno in Italia, che si svolgerà anche senza la sua presenza.
Di certo c’è che Bouzendar, già stato sottoposto a interrogatorio dalle autorità marocchine, dovrà e potrà essere ascoltato anche dal pm Maria Rita Pantani che per questo dovrà recarsi nuovamente a Casablanca. —
M.f.
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