Addio al musicista e compositore Ezio Bosso, cittadino onorario di Gualtieri
Anche Reggio Emilia piange la morte del direttore d'orchestra, scomparso a 48 anni
REGGIO EMILIA. Anche Reggio Emilia piange la morte di Ezio Bosso,direttore d'orchestra, compositore e pianista, scomparso a 48 anni. Nato a Torino il 13 settembre 1971, Bosso nel 2011 è stato operato per un tumore al cervello e, successivamente, gli venne diagnosticata anche una malattia neurodegenerativa.
Il maestro Bosso è stato molto legato alla nostra provincia, dove si è sentito sempre a casa. In particolare a Gualtieri, fra i suoi intimi amici del teatro Sociale, che gli hanno riservato più di una standing ovation. Dal 2012, inoltre, Bosso è stato anche cittadino onorario di Gualtieri.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.38847122:Video:https://video.gazzettadireggio.gelocal.it/locale/ezio-bosso-in-concerto-incanta-la-sua-gualtieri/60381/60657]]
"E' morto un amico, è morto un grande uomo - commenta su Facebook Mattea Gialdini, assessore alla Cultura, anome dell'amministrazione comunale di Gualtieri - Siamo ancora colpiti dalla notizia della sua morte che ci priva di una bella persona. Gualtieri da oggi sarà umanamente più povera. Gualtieri che Ezio considerava la sua seconda casa, il suo rifugio ha ricevuto tanto da lui. Si donava agli altri: donava la sua musica, la sua arte, la sua poesia, la sua fragilità e le condivideva anche in modo ironico, non facendo mai pesare nulla, nè la sua grandezza nè la sua malattia".
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:tempo-libero:1.12956483:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/tempo-libero/2016/02/13/news/la-standing-ovation-parte-da-gualtieri-1.12956483]]
"Amava la vita - aggiunge Gialdini -e non si è mai rinchiuso in se stesso ma ha sempre vissuto, guardando avanti e intorno , esplorando, cercando di capire, interesandosi agli altri, combattendo il suo male con la sua musica con la sua intelligenza. Come un viandante portava doni e se stesso. Ezio era uno di noi. Ha sempre cercato di vivere in modo libero, anche dalla sua malattia. Ogni anno, pur nella malattia, tornava a Gualtieri offrendole i suoi memorabili concerti, regalando le anteprime delle sue opere. I ragazzi dell'Associazione Teatro Sociale ci avevano fatto conoscere Ezio e Gualtieri lo aveva accolto a braccia aperte restandone affascinata. Nel 2012 ne era diventato cittadino onorario. Ezio sentiremo tutti la tua mancanza e grazie per aver condiviso con noi un tratto del tuo cammino".
Ezio Bosso è morto a 48 anni nella sua casa di Bologna, a causa della malattia neurodegenerativa contro la quale aveva lottato e che, col tempo, gli ha rubato quello che più amava: la musica. Il pianista e direttore d’orchestra, che conviveva con la patologia dal 2011, ha continuato a suonare nonostante l’handicap acquisito dimostrando un coraggio e un talento che hanno commosso l’Italia intera, e non solo.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.38847267:Video:https://video.gazzettadireggio.gelocal.it/spettacoli/ezio-bosso-commuove-i-fan-quando-suono-il-piano-provo-dolore-smettere-di-chiedermelo/119133/119646]]
Nel settembre del 2019, in occasione della 83esima Fiera del Levante di Bari, Bosso ammise di non poter più suonare esortando tutti a non chiedergli più di farlo.
«Se mi volete bene, smettete di chiedermi di mettermi al pianoforte e suonare. Non sapete la sofferenza che mi provoca questo, perchè non posso, ho due dita che non rispondono più bene e non posso dare alla musica abbastanza. E quando saprò di non riuscire più a gestire un’orchestra, smetterò anche di dirigere».
Notizia in aggiornamento.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
