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il quadro in regione  

Cassa integrazione 44mila le richieste ma per oltre la metà resta un miraggio

Enrico Lorenzo Tidona

La Regione ne ha autorizzate 37mila per la cassa in deroga L’imbuto è l’Inps. Colla: sistema sovraccarico con l’epidemia

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Enrico Lorenzo Tidona

REGGIO EMILIA

La crisi Covid ha portato a un boom di richieste di cassa integrazione. Ma per avere quella in deroga bisogna presentare la domanda alla Regione, che la deve autorizzare e trasmettere all’Inps che deve pagarla. Mentre la Regione sembra correre, all’Inps c’è un imbuto. Tanti lavoratori sono infatti ancora privi dell’assegno. Lo dicono i numeri dell’ammortizzatore in deroga di competenza della Regione Emilia-Romagna. Le domande arrivate in Regione sono state 44mila (presentate da 32.200 datori di lavoro per un totale di 105.700 lavoratori) e l’ente ne ha già inviate all’Inps oltre 37mila, di cui 20mila quelle liquidate. Meno della metà del totale. Il perché, come sempre di questi tempi è presto detto.

L’attesa tra richieste ed erogazioni c’è sempre stata e arrivava anche a due mesi, ma la situazione è diventata più complessa per colpa del Covid, che facendo esplodere le richieste ha fatto “esplodere” i server dell’Inps, come dice con toni più pacati l’assessore regionale al lavoro Vincenzo Colla: «Siamo passati da 3 mila domande totali a 400 la settimana. Siamo al lavoro per un’erogazione rapida». In pratica, sottolinea Colla «il sistema in passato era calibrato per accordi singoli non per un flusso come quello generato da una pandemia. Noi abbiamo lavorato davvero tanto in Regione per assorbire la mole di lavoro ma il sistema informatico dell’Inps non era in grado di ricevere tutte le domande in così poco tempo. Ma lavoriamo per velocizzare il sistema».

LE RICHIESTE

In totale sono state complessivamente 43.812 le domande di cassa integrazione in deroga presentate all’Agenzia per il lavoro dell’Emilia-Romagna da parte di 32.258 datori di lavoro. Di queste 41.763 sono state già valutate, pari al 95,4% del totale, mentre la restante quota del 4,6% si riferisce a domande in corso di valutazione. Le richieste autorizzate e trasmesse all’Inps per il pagamento dell’integrazione salariale sono attualmente 37.573: le domande autorizzate si riferiscono a 30.172 datori di lavoro privati, 31.962 unità produttive, 95.574 lavoratori e 26.767.114 ore di lavoro. Dei 95.574 lavoratori interessati dalle domande finora autorizzate, la maggioranza è rappresentata da donne (61,8%) e lavoratori italiani (85,4%). Appartiene al terziario la quota preponderante di datori di lavoro a cui sono state autorizzate le domande di cassa in deroga: rappresentano il 96,8% delle unità produttive, il 96,4% di lavoratori e il 96,3% di ore autorizzate.

REGGIO SPICCA

A livello provinciale, la città metropolitana di Bologna concentra la quota maggiore di domande di cassa in deroga, sia considerando tutte quelle presentate sia le sole autorizzate, che corrispondo al 24,4% del totale regionale in termini di unità produttive, al 26,5% in termini di lavoratori coinvolti e al 27,4% in termini di ore di lavoro. Seguono la provincia di Modena (attorno al 15% per le tre variabili) e quelle di Reggio Emilia e Rimini (entrambe attorno al 10%). A Reggio sono state autorizzate dalla Regione domande presentate da 3.330 imprese per 10.200 lavoratori in totale.

Oltre che per le erogazioni dell’Inps, il nodo sulle tempistiche riguarda anche il Fis, il Fondo di integrazione salariale: «Lì abbiamo un po’ di sofferenza – ha detto l’assessore Colla – Sul Fis abbiamo pagamenti un po’ più lenti. L’Inps aspetta le risorse previste nel prossimo decreto per far ripartire i pagamenti». —

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