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Cellularline, ricavi fermi a 20 milioni mentre l’export cresce del 22,4%

L.V.
Cellularline, ricavi fermi a 20 milioni mentre l’export cresce del 22,4%

Il Covid ha influenzato leggermente il gruppo reggiano Approvato un dividendo pari a 0,33 euro per azione 

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REGGIO EMILIA

Il Covid-19 ha leggermente “influenzato” il gruppo imprenditoriale reggiano della Cellularline. La chiusura di tanti esercizi commerciali e gli altri provvedimenti restrittivi attivati da metà febbraio per il contenimento del contagio hanno infatti penalizzato le vendite, nel primo trimestre di quest’anno, degli apparati di comunicazione. Meno male che si tratta di un periodo poco significativo nei rendiconti perché oltre il 60% delle vendite avviene solitamente nel secondo semestre. Il management segue comunque con attenzione l’evolversi della situazione e l’incidenza sulla vita sociale degli individui e sull’economia globale attraverso la dinamica dei principali canali distribuiti in cui opera il Gruppo.

Sono gli aspetti salienti emersi nella presentazione del progetto di bilancio e del rendiconto trimestrale, avvenuto mercoledì da parte del Consiglio di Amministrazione, che sono stati pienamente approvato.

Dall’inizio del lockdown i ricavi delle vendite della società reggiana – che occupa circa 220 dipendenti ed esporta con i suoi marchi in oltre 60 nazioni – sono rallentati fermandosi a 20 milioni di euro mentre nello stesso periodo del 2019 avevano raggiunto quota 20,6 milioni. Va inoltre precisato che 2,7 milioni derivano da Systema che è una società consolidata dall’aprile dello scorso anno. Ricordiamo che Cellularline spa è impresa leader in Europa per gli accessori per smarthphone e tablet ed è quotata al Mercato telematico azionario segmento Star. Dunque una vera “star” che la chiusura dei punti vendita ha però penalizzato colpendo in modo particolare la sua Linea Red che ha raccolto oltre 2 milioni in meno ed è un comparto che rappresenta il 79% dei ricavi totali. Meno male che la Linea Blue, che vale il 13% dei ricavi totali, è cresciuta di quasi 1,4 milioni grazie in particolare al contributo di Systema. I risultati migliori derivano dai mercati internazionali che, nel primo trimestre del 2020, sono cresciuti del 22,4% e per la prima volta le vendite in terra straniera hanno sorpassato, con una quota del 57%, quelle italiane. I primari mercati europei di riferimento (con il 41% dei ricavi complessivi) sono Germania, Austria, Francia, Spagna, Portogallo, Benelux e Svizzera.

Lo scorso 24 aprile l’assemblea degli azionisti ha intanto approvato il consuntivo del 2019 dettando la distribuzione di un dividendo pari a 0,33 euro per azione per un valore complessivo di 7,2 milioni di euro con pagamento nei giorni dal 18 al 20 maggio. Nella stressa seduta sono stati nominati il Consiglio di amministrazione ed il nuovo Collegio Sindacale che resteranno in carica sino alla convocazione dell’assemblea per l’approvazione del bilancio d’esercizio del dicembre 2022.

Proprio quest’anno Cellularline ha festeggiato il trentennale di fondazione e presentato un ambizioso progetto di riposizionamento strategico che prevede il rinnovamento del brand principale compreso il lancio di una gamma di 50 referenze incentrate soprattutto su accessori ricarica, auto e audio. Non mancheranno nuove custodie ecosostenibili per smartphone con prodotti riciclabili per una attenzione crescente agli impatti ambientali e la diversificazione delle attività strategiche con allargamento della gamma. Linee di priorità, illustrate dal ceo Marco Cagnetta, con l’impegno a tutelare la salute delle persone, servire e supportare i clienti in assoluta sicurezza mitigando l’impatto finanziario attraverso un piano d’azione basato sull’innovazione. —

L.V.

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