Gazzetta di Reggio

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Dopo mesi di lotta contro il Covid 19 è morto Augusto Fieni, volontario Pro loco

Cristina Orsini
Augusto Fieni, morto a 74 anni
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Augusto Fieni, morto a 74 anni

Correggio, il ricordo di Aimone Spaggiari: «Ricoverato per un intervento di routine ha contratto la malattia. È guarito, ma con il fisico minato»

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CORREGGIO. Augusto era un uomo grande (era alto un metro e 85) e forte. Anche se aveva compiuto 74 anni, giocava ancora a tennis. Poi, tre mesi fa, nel pieno dell’emergenza coronavirus, quell’intervento che doveva essere di routine: il ricovero all’ospedale di Carpi e la tragedia che comincia. La fine è stata scritta alle 14 di martedì, quando Augusto Fieni, correggese doc, per tanti anni e fino alla pensione magazziniere alla Corghi, cuore e braccia della Pro loco per almeno 30 anni, è morto in un letto dell’ospedale di Correggio. «È stata un tragedia – racconta Aimone Spaggiari, presidente Pro loco e caro amico di Augusto –. L’ho sentito fino a qualche giorno fa, era debilitato e stanco, faceva addirittura fatica a parlare».

Augusto è stato aggredito dal coronovirus una volta entrato in ospedale. «Così lui mi ha spiegato», precisa Spaggiari. Un problema, all’inizio della pandemia, capitato spesso, purtroppo. «Per questo l’intervento non è stato possibile effettuarlo, e lui – ricorda il presidente della Pro loco – dopo poco è stato trasferito a Guastalla, ospedale specializzato in casi Covid».

Allontanato dalla moglie Dede e dal figlio Stefano, Augusto è rimasto nell’ospedale di Guastalla per quasi due mesi, curato ottimamente per la polmonite infettiva, tanto da venirne fuori (l’ultimo tampone fatto prima del trasferimento al presidio di Correggio è stato negativo), ma minato nel corpo e nello spirito. «Evidentemente quella malattia – dice Spaggiari – nonostante la guarigione, gli ha provocato squilibri fisici talmente importanti da portarlo alla morte».Venti giorni fa Augusto Fieni è arrivato a Correggio. I medici hanno tentato ogni strada per salvagli la vita «ma è stato tutto inutile» dice Spaggiari che ricorda gli anni trascorsi con l’amico. «Praticamente abbiamo fondato la Pro loco di Correggio insieme. E lui c’era sempre, ma nell’ombra, dietro le quinte, perché era una persone riservata».

Augusto – prosegue Spaggiari – era un uomo che amava la vita, un uomo sempre disponibile. Credeva molto nel volontariato, sempre pronto per portare a termine una iniziativa come fosse una missione. Una volta sposato un progetto, che doveva essere ben definito e fissato in tutti i particolari, per soddisfare la sua pignoleria, la sua disponibilità era totale, e sempre fatta con assoluta modestia. L’altra cosa che ci rimarrà è la sua passione per il gioco del tennis, che ha sempre saputo gestire all’interno degli impegni che ogni nuovo progetto comportava. Ciao Augusto».

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