Droga a chili, l’Appello scarcera il parrucchiere
Ridotta a 7 anni di reclusione la condanna: il 64enne Rudy Mora terminerà di espiare la pena agli arresti domiciliari
Tiziano Soresina
GUALTIERI
Chili e chili di droga, quasi un milione di euro in contanti e decisamente una figura di spicco – il parrucchiere gualtierese 64enne Rudy Mora – nell’articolata operazione antidroga dei carabinieri che nell’autunno 2016 lasciò di stucco la Bassa da diversi punti di vista.
Da allora sono trascorsi circa tre anni e mezzo, tutti trascorsi in carcere da Mora che ieri, però, è uscito di cella e terminerà di espiare la pena agli arresti domiciliari.
Una svolta non indifferente che arriva – in Appello a Bologna – dopo un tortuoso iter giudiziario che l’imputato ha affrontato con al fianco gli avvocati difensori Noris Bucchi e Lugi Scarcella. Condannato in primo grado – con rito abbreviato – a 10 anni di reclusione nel novembre 2017, Mora si era visto ridurre la pena a 8 anni nel successivo procedimento d’appello, ma nel contempo i suoi difensori avevano lasciato intendere che avrebbero impugnato in Cassazione. Un ricorso che si era basato su quanto previsto da una sentenza della Corte costituzionale (emessa nel frattempo) che per i reati legati agli stupefacenti ha “abbassato” la pena minima da 8 anni a 6 anni di reclusione.
E questa decisione costituzionale rimarcata nel ricorso difensivo aveva convinto la Cassazione che, per il ricalcolo della pena, aveva rimandato ad una nuova udienza in Corte d’appello a Bologna.
Passaggi giudiziari che ieri nel palazzo di giustizia felsineo sono arrivati alla fase cruciale per l’imputato, perché difesa ed accusa hanno trovato un punto d’accordo sull’entità della condanna (ridotta a 7 anni e 1 mese e 10 giorni), avallata poi dal collegio giudicante di secondo grado. Una “limatura” sulla pena basata su alcuni elementi: incensuratezza, l’età dell’imputato (64 anni), il buon comportamento in carcere che prevede ulteriori “tagli” sul periodo da espiare. Ed avendo Mora ora da affrontare una pena residua inferiore ai tre anni, ha potuto beneficiare degli arresti domiciliari.
«Si è giunti al termine di un percorso – commentano i difensori Bucchi e Scarcella contattati a fine-udienza dalla Gazzetta – e ci riteniamo soddisfatti del risultato ottenuto, nel senso che a fronte di un fatto oggettivamtente grave, la vicenda giudiziaria si è chiusa con una valutazione positiva anche degli elementi a favore della difesa».
L’operazione antidroga era stata condotta nel 2016 e aveva portato ad arresti e perquisizioni a Gualtieri e Guastalla. Complessivamente i carabinieri, nel corso di quattro mesi, avevano sequestrato oltre 12 chilogrammi di droga (2 di cocaina, 8 chili e mezzo di hascisc e 2 di marijuana), 735mila euro in contanti ed altri beni che per la maggior parte erano nella disponibilità del parrucchiere, ritenuto fin da subito la figura-chiave dell’indagine. —
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