I fondi destinati a pista ciclabile e parking dirottati sull’illuminazione
Rimodulato il progetto su indicazione della Soprintendenza Per i lavori sulla casa dell’Ariosto stanziati 700mila euro
REGGIO EMILIA
Oggi l'architettura non si accontenta di restaurare gli edifici storici, ma cerca di esaltarne la bellezza con i chiaroscuri della luce radente. Il progetto di restauro del Mauriziano era carente sotto questo profilo ed è stato perciò modificato destinando all’impianto di illuminazione il finanziamento originariamente previsto per la pista ciclabile e il parcheggio. Non c’erano, infatti, risorse aggiuntive a disposizione. Quindi il miglioramento illuminotecnico ha richiesto di posticipare le opere correlate.
Per l'intervento sul Mauriziano è stanziata una spesa complessiva di 700mila euro, che s'aggiungono agli otto milioni e 800mila per la Reggia di Rivalta e ai cinque milioni per la Passeggiata settecentesca nell'ambito del progetto interprovinciale Ducato estense, per la cui attuazione nel 2016 il Comitato interministeriale della programmazione economica ha destinato 70 milioni di fondi statali a Ferrara, Modena e Reggio. La rimodulazione del progetto esecutivo è stata decisa con un provvedimento del dirigente comunale Massimo Magnani su sollecitazione della Soprintendenza, che sottolineava l’esigenza prioritaria di valorizzare sia la pregevole villa quattrocentesca sia il parco circostante, entrambi tutelati dal decreto legislativo 42/2004.
«Dall’analisi approfondita sullo stato dei luoghi – spiega Magnani – era emersa una forte carenza dell’area dal punto di vista illuminotecnico, tale da comprometterne notevolmente la fruizione e la valorizzazione. Pertanto è risultato necessario prevedere, in aggiunta a quanto già impostato, anche la progettazione di uno specifico intervento sull’illuminazione del parco e degli edifici storici in esso compresi, contemperando il più possibile tale esigenza con il rispetto delle risorse finanziarie disponibili e con la priorità imprescindibile della valorizzazione del manufatto e dell’area verde di pertinenza».
I beni vincolati da valorizzare prioritariamente con un’adeguata illuminazione sono le stanze denominate Camerini dell'Ariosto, il Parco storico, l'Arco monumentale e l'ex-Tintoria. La progettazione esecutiva relativa alla componente impiantistica e illuminotecnica sarà sviluppata dal servizio Ingegneria e Manutenzioni (area Competitività ed Innovazione sociale, Territorio e Beni Comuni) dell’Amministrazione comunale. Il Mauriziano, che prende il nome dalla vicina chiesa, era stato acquistato nella prima metà del Quattrocento dalla famiglia di Daria Malaguzzi, la madre di Ludovico Ariosto. Il poeta vi soggiornò ripetutamente e lo citò nella quarta delle sue Satire. Nell'ala est sono conservate le tre piccole “stanze ariostesche” con volta a vela, il “Camerino dei Poeti”, il “Camerino degli Orazi e Curiazi” e il “Camerino dell'Ariosto” con decorazioni della seconda metà del Cinquecento che risentono dell’influenza di Nicolò dell’Abate. L'arco trionfale, da cui si diparte il viale alberato d'ingresso, secondo la tradizione fu eretto da Orazio Malaguzzi in memoria di Ludovico Ariosto. Nel secolo scorso lo scultore reggiano Riccardo Secchi vi aggiunse, ai lati del fornice, i due vasi classicheggianti con manici in marmo bianco. Il parco, esteso su 3,6 ettari, era originariamente un'area coltivata a gelso per la sericoltura. —
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