Il Coronavirus non ferma l’assistenza a disabili, bimbi, emarginati e anziani
Siglato l’accordo tra Legacoop, Confcooperative e Comune per mantenere i servizi nonostante il distanziamento
REGGIO EMILIA
L’emergenza sanitaria ha imposto il confinamento e il distanziamento, ma non ha interrotto l’assistenza ai disabili, agli emarginati e agli anziani, che si svolge non solo a distanza, ma anche a domicilio quando non se ne può fare a meno.
Lo prevede il protocollo d’intesa tra il Comune e le centrali Legacoop e Confcooperative a cui aderiscono le società che erogano per conto dell’ente locale i servizi educativi, sociali e socio-sanitari. Il protocollo è stato approvato dalla giunta comunale riunita in videoconferenza il 23 aprile che, sulla base del decreto legge “Cura Italia” del 17 marzo, ha rimodulato l’organizzazione di tali servizi sulla base dei progetti relativi alle diverse situazioni dei soggetti assistiti. Sono previste prestazioni alternative, perlopiù a distanza, che vengono retribuite secondo la rendicontazione dei singoli progetti, che devono essere coerenti con le linee progettuali definite dal protocollo.
IL DOCUMENTO
Il servizio viene compensato proporzionalmente alla quantità di ore/uomo e di utenti raggiunti, comprese le ore di progettazione e predisposizione dei materiali e degli strumenti. Inoltre le retribuzioni coprono le spese di mantenimento delle strutture e le quote a parte dovute ai gestori.
«Oggi – si legge nella premessa del protocollo – le distanze fisiche si trasformano in distanze sociali particolarmente incidenti sulle fasce deboli della popolazione. Occorre prestare particolare attenzione ai progetti di cura della città, del territorio, della comunità, delle nuove e diverse fragilità che questo periodo ci consegna. È per questa ragione che i servizi educativi, socio-assistenziali e socio-educativi diventano la principale leva strategica per costruire coesione, senso di comunità. Perciò il presente protocollo potrà essere esteso anche ad altre associazioni o soggetti che perseguono le medesime finalità tramite successiva sottoscrizione».
BAMBINI E RAGAZZI
I normali servizi educativi ed educativo-territoriali vengono erogati a distanza.
È più complessa la rimodulazione del sostegno ai bambini e ragazzi disabili, titolari di “diritti speciali” che vengono interrotti a causa della sospensione delle lezioni nelle aule scolastiche. Il protocollo riconosce che per questi alunni «la sospensione prolungata del percorso educativo è particolarmente problematica». Quindi «per assicurarne quanto più possibile la continuità» sono previsti servizi a distanza con contatto telefonico o attraverso videochiamate, ma anche servizi individuali resi nel rispetto delle direttive sanitarie negli stessi luoghi, perlopiù le scuole, ove si svolge normalmente il servizio.
I servizi individuali domiciliari sono prestati solo nei casi di una specifica richiesta da parte della famiglia per oggettiva difficoltà di rendere il servizio in altra forma.
ANZIANI E DISABILI
Una particolare attenzione viene prestata alla riorganizzazione dell’assistenza agli anziani e ai disabili, che sono le persone più esposte ai rischi del contagio. Nei loro confronti si devono evitare gli spostamenti verso i centri diurni normalmente adibiti a questo servizio. Le attività di socializzazione che vi si svolgono vengono sostituite con servizi a distanza tramite contatti telefonici o videochiamate. Vi possono essere però anche interventi individuali o servizi domiciliari. La stessa rimodulazione è prevista per i servizi socio-occupazionali e di tempo libero.
SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI
Sono diverse le modalità di riorganizzazione dei servizi socio-educativi per i minori e le loro famiglie. I percorsi personalizzati sono delineati in base alla valutazione del bisogno e alle progettualità avviate. I servizi educativi domiciliari sono prestati solo nei casi in cui l’intervento educativo si prospetti come sostitutivo in situazioni particolarmente complesse.
Vi sono compresi eventuali interventi in spazi esterni idonei e in prossimità dell’abitazione. Sono previsti, inoltre, servizi individuali organizzati nel rispetto delle direttive sanitarie negli stessi luoghi ove si svolge normalmente il servizio, nel caso in cui, anche in accordo con i servizi sociali, se ne ravvisi la necessità.
È analoga la rimodulazione dei servizi di inclusione e contrasto alla marginalità, che riguardano anche i reclusi. Sono previsti servizi a distanza con contatto telefonico o videochiamate, ma anche servizi individuali su appuntamento. Lo stesso dicasi per i servizi di integrazione e convivenza. —
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