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Mascherine come accessori di moda la sfida globale della Tessitura Govi

Cristina Orsini
Mascherine come accessori di moda la sfida globale della Tessitura Govi

La titolare della ditta di Cavriago Laura Spaggiari lancia un appello: «Ora i consumatori scelgano il “made in Italy”»

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cavriago

Per non chiudere la scelta è stata una sola: riconvertire e passare velocemente dalla produzione di biancheria per la casa di alta gamma alle mascherine “di tendenza” «fatte con un ottimo cotone, lavabili per quante volte si voglia e personalizzabili». Insomma, l’accessorio-moda di questa strana primavera-estate 2020 all’insegna della paura del contagio da Covid. L’idea è venuta a Laura Spaggiari, titolare assieme al marito Giovanni Govi, della Tessitura Govi, a Cavriago. Ditta che esiste dal 1920, gestita da quattro generazione di Govi, appunto, che ha scommesso «su un target alto di produzione – spiega Spaggiari, origini milanesi, un passato alla componentistica Apple nello stabilimento del capoluogo lombardo – facendo attenzione alla qualità della materia prima e alla realizzazione del prodotto». E le mascherine non fanno differenza: tessuti naturali, colori alla moda, abbinabili con ogni tipo di vestito, con un centinaio di varianti e misure per baby e junior.

«Visto che le dovremo portare – è il ragionamento – tanto vale indossare un accessorio fatto bene, ecologico e anche bello». E pazienza se un po’ il portafoglio ne soffrirà. «Guardi – dice l’imprenditrice – le nostre mascherine, che non sono presidi sanitari ma garantiscono comunque protezione, costano dagli 6 agli 8 euro l’una, salvo richieste di personalizzazioni come ricami, sigle o tessuti speciali, ma hanno una durata infinita perché sono lavabili e il cotone è ottimo. Quindi alla fine, chi le sceglie risparmia».

Ed è proprio il tema del “made in Italy” che è particolarmente caro alla titolare delle tessitura: «Mi sento di lanciare un appello – dice – perché in questa fase, in particolare, è importante che le persone acquistino prodotti italiani. Se davvero ci sta a cuore la nostra economia è e sarà l’unico modo per riattivare un circuito virtuoso».

Il rischio è che dopo un mese e mezzo di lockdown e una crisi economica strisciante ma della quale già si sentono gli effetti «molte realtà produttive del “made in Italy” spariscano – è il timore di Spaggiari – e che l’imprenditoria italiana, già in difficoltà, non riesca ad affrontare il peso della concorrenza globale. I nostri costi di produzione sono esorbitanti e non riusciremo a mettere sul mercato prodotti a prezzi stracciati, nemmeno durante questa fase. Ma se i consumatori, da qui in avanti, compreranno meno ma meglio, io credo che potremo farcela».

Di sicuro le mascherine trendy della Tessitura Govi, per il momento, vanno come il pane. «Nel nostro laboratorio dove lavorano 5 dipendenti – spiega Spaggiari – siamo arrivati a produrre 300-400 mascherine al giorno, ma dovremo aumentare perché le richieste sono tantissime». Ritmi di produzione che non spaventano la piccola ma affermata realtà produttiva cavriaghese che proprio pochi giorni fa ha confezionato e regalato, con il sostegno di altri sponsor locali, 5.000 mascherine ai cittadini del paese, una per ogni famiglia, con il ringraziamento della sindaca Francesca Bedogni. «È stata una cosa molto bella – racconta l’imprenditrice – siamo riusciti a mettere insieme la necessità delle persone di reperire i presidi e l’urgenza di continuare a produrre. Per capire come poterle realizzare al meglio ci siamo messi in contatto con il farmacista Giovanni Di Lorenzo, titolare della farmacia di San Terenziano che è stato entusiasta della nostra idea. E così ci siamo messi al lavoro». La consegna è stata fatta l’8 maggio scorso. E nel solco delle impellenze che questa fase detta, la Tessitura Govi ha iniziato la produzione di camici usa e getta in “tessuto non tessuto”. «E questa sì – conclude Spaggiari – è una sfida vera alla globalizzazione». —

Cristina Orsini

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