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«Addolorati per quella donna innocente»

Elisa Pederzoli
«Addolorati per quella donna innocente»

Il messaggio della famiglia della moglie dell’arrestato: «Siamo sconvolti, le nostre condoglianze alle sorelle di Franca»

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SCANDIANO

«Siamo addolorati per quella donna innocente. Aiutateci a porgere le nostre condoglianze alla famiglia della vittima».

È un messaggio di dolore, quello che arriva da Casablanca, Marocco. A rivolgersi alla famiglia di Franca Silvana Ganassi, attraverso la Gazzetta di Reggio, è Elarbi Elfatihi, il padre adottivo della moglie di Mustapha Bouzendar, il 44enne arrestato con l’accusa di avere picchiato, tentato di violentare e ucciso la 60enne di Scandiano, 14 anni e mezzo fa al parco della Resistenza.

Se la notizia dell’arresto in uno dei cold case reggiani a Scandiano è stato accolto come una liberazione, in Marocco c’è una famiglia che si è trovata improvvisamente dentro un incubo. Così, un amico della famiglia della moglie del 44enne, racconta questi giorni per la donna e i figli.

Tutti sapevano che Mustapha Bouzendar a metà degli anni 2000 era stato in Italia, ospite di un connazionale che viveva a Scandiano. Ma lo avevano visto tornare e, nel frattempo, la famiglia era aumentata: il 44enne, infatti, oggi ha quattro figli dalla donna che ha sposato.

Ma quello che l’arresto ha disvelato nessuno lo sospettava, almeno non quello che l’efferato omicidio di Franca Silvana Ganassi racconta. Benché chi conosce il 44enne e gli stava vicino non fa mistero di una situazione difficile e tesa: parlano di un uomo aggressivo, di una famiglia che viveva nel terrore, di minacce e del timore della donna di chiedere il divorzio. Gli inquirenti del resto hanno confermato che in passato ci sono stati episodi di violenza famigliare a suo carico. Ma in Marocco non si aspettavano che un giorno sarebbe arrivata la polizia e che avrebbe contestato all’uomo un delitto che risale a 14 anni e mezzo fa.

Contro il 44enne c’è il Dna. Un elemento non di poco conto. Durante le indagini per la morte della 60enne, infatti, venne isolato attraverso il materiale biologico trovato sugli abiti della donna – liquido seminale, prova della tentata violenza – il profilo dell’assassino. In questi anni, sono stati profilati centinaia di uomini di origine magrebina, perché questo la traccia biologica diceva di chi aveva picchiato fino a uccidere la pensionata. Ma senza che si arrivasse a dare un nome e un volto a quel profilo.

Le indagini, passate intanto sotto l’attenzione del sostituto procuratore Maria Rita Pantani non si sono affatto fermate: né le comparazioni con i Dna censiti dalle banche dati, né le indagini per cercare di sapere chi era a Scandiano in quel periodo. Investigazioni che sono arrivate sino a in Marocco, a Casalblanca. Sino all’odierno indagato. Si è stretta una preziosa collaborazione con la polizia marocchina, che ha permesso pedinamenti, la repertazione di mozziconi di sigarette e tazzine del caffé. Accertamenti che hanno permesso agli inquirenti di profilare il Dna di Mustapha Bouzendar e di scoprire che il suo profilo genetico corrisponde con l’ignoto che ha lasciato le sue tracce sul corpo martoriato della povera Franca Silvana Ganassi.

È quello che è servito per far scattare l’arresto.

E ora la famiglia dell’uomo, la moglie e i figli, in queste ore di disperazione rivolgono un pensiero alle sorelle della vittima. «Merci à la justice italienne», ci dice ancora il padre di lei. —

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