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Adesso mi mancano i due nipotini Sono un ottimo esempio

Eleonora Tagliavini
Adesso mi mancano i due nipotini Sono un ottimo esempio

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Eleonora Tagliavini

“Ele, giochi ad Uno con me?” “Ele, mi aiuti a costruire un razzo propulsore?”. Sono i miei nipotini di 4 e 6 anni. “Certo, arrivo subito”, avrei dovuto rispondere, ma ero troppo impegnata a incastrare i compiti con gli impegni e qualche pausa caffè, un po’ come quando si prepara la valigia per andare in vacanza. Sono come dei peperoncini, non tanto per la vivacità, quanto per la dose consigliabile. Ora mi sento in colpa per quelle volte in cui ho risposto svogliatamente, o perché mancava il tempo o, mi duole ammetterlo, la voglia. Adesso mi mancano tutti i loro discorsi riguardanti il mondo dei supereroi e dei cartoni animati.

Fortunatamente ci troviamo in un’epoca in cui per tenersi in contatto basta avere un cellulare, quindi spesso mia sorella immortala qualche momento divertente da condividere. Mi è arrivato un video dove uno di loro dice: “Papa se vai al supermercato non comprare altri bambini, io e mio fratello stiamo bene così”. Ma quei due mostriciattoli sono allergici alle videochiamate, e come biasimarli: è più divertente guardare un cartone che raccontare a nonni e zii la propria giornata.

Ogni volta che li vedo, una ragnatela che mi prende in gola ma la loro trasparenza, allegria e sensibilità sono come un potente integratore che mi aiuta nei momenti di difficoltà.

La quarantena, per quanto mi riguarda, non ha portato solo nostalgia della mia famiglia, dei miei amici, della mia stressante quanto soddisfacente routine (che in compenso non manca per niente a mia mamma, che mi spesso mi fa da taxi personale), anzi, mi sta dando il tempo per recuperare ciò che ho perduto o accantonato. Ho riscoperto la passione per il disegno perché la noia alimenta la creatività. Sto guizzando come un’anguilla tra serie tv e film, senza tralasciare ovviamente i supereroi tanto cari ai miei nipoti, e mi sto cimentando nella scrittura. Inoltre ho l’opportunità di pensare un po’ a me stessa, di scoprire, “grazie” anche alla convivenza forzata, alcuni lati del mio carattere che prima, forse involontariamente, tendevo a nascondere.

È un periodo difficile per tutti ma lamentarsi quando si è a casa con la propria famiglia sana e si hanno a disposizione Internet e svaghi di ogni tipo non serve a nulla. Bisogna portare pazienza e vivere ogni giorno come un passo in più verso la libertà. Certo, sarà un cammino lungo ma l’attesa è ciò che rende più piacevole la meta. I bambini sono un ottimo esempio da seguire: si adattano alle situazioni senza porsi troppe domande e si accontentano di ciò che hanno. Se siamo cresciuti non significa che non possiamo più tornare bambini. —





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