Così Noia ci mostra il nostro lato oscuro Ci chiede di illuminarlo
GIOVANNI ROSSI
Fumo l’ennesima sigaretta. Gusto il sapore dolceamaro che questo veleno a rilascio lento mi concede. Ma questa volta la nicotina ha un sapore leggermente diverso, un retrogusto pungente, quasi acidulo. Mentre cerco di capire il motivo di questa stranezza, mi rendo conto che mi sento a disagio, come se qualcosa non fosse al suo posto. Ma cosa?
Il mio cervello comincia ad analizzare ossessivamente tutti i possibili motivi, finché non arriva alla conclusione: non sto fumando per gusto o per bisogno fisiologico, sto fumando per Noia. Questa verità mi coglie alla sprovvista, la mia testa si libera completamente di qualunque altro pensiero, vengo privato di qualunque sensazione. Poi, però, dopo aver metabolizzato l’idea, mi accorgo che quello che sto provando non è niente di nuovo, anzi, è un fenomeno abbastanza frequente. Innumerevoli altre volte ho fumato per Noia. Semplicemente prima non volevo accettare la verità: non volevo accettare il fatto che la mia sia una noiosissima vita provinciale, una vita vuota.
Noia riesce a mostrarti il tuo vuoto interiore, senza impegno, quando ne ha voglia. Noia è una viscida e rumorosa compagna di vita, è la pianta infestante che cresce a dismisura fino a soffocarti, e ti soffoca lentamente, trascinandoti in un infinito e abissale nulla. Noia ti fa capire che questo nulla sei tu, questo nulla sono i tuoi divertimenti, le tue relazioni, i tuoi pensieri, le tue azioni; questo nulla è paragonabile solo agli orrori infiniti descritti da Lovecraft, orrori che ti trascinano in un buio caotico e indefinito senza uscita e senza alcuna possibilità di respiro o salvezza.
Noia striscia, si nasconde, a volte la sua presenza è quasi impercettibile, ma il suo cantare e il suo sussurrare riusciranno sempre a raggiungerti e a stroncarti. Noia non può essere diluita in alcol o dimenticata assumendo droghe, poiché è lei che ti invoglia a usare e abusare di sostanze, infima tentatrice che ti porterà sulla soglia di un precipizio senza mai darti una spinta liberatoria verso l’ignoto. Noia è un’instancabile molestatrice, ma quando ho a che fare con lei, sono angustiato da un bizzarro e singolare dilemma: l’agire di Noia è volto esclusivamente a farci soffrire? Noia ci farà anche passare momenti tediosi, ma al contempo ci mostra che qualcosa dentro di noi ci tormenta e affligge, ci mostra che, per essere felici, siamo costretti a cambiare questo qualcosa. Noia ci mostra il nostro lato oscuro, ci mostra il vuoto personale, e con i suoi continui punzecchiamenti ci spinge a riempirlo, facendoci trasformare e perfezionare continuamente. Ma mentre sono qui ad arrovellarmi inutilmente per comprendere gli intenti di Noia, mi accorgo che i miei occhi si posano sulla busta di Golden Virginia che tengo vicino a me. Così il tabagismo mi porta a rollare un’altra velenosa sigaretta. Chissà che sapore avrà la nicotina questa volta. —
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