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Il valore di uno spazio o di un contatto non è più lo stesso

Martina Magnani
Il valore di uno spazio o di un contatto non è più lo stesso

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Come camminare in equilibrio su un filo. Devo tenermi insieme, mantenere l’equilibrio, per non rischiare di cadere e lasciare che i pensieri prendano il sopravvento. La solitudine mi fa paura, perché non riesco a dare un senso al circolo vizioso di questi miei pensieri. Non riesco più a fare i conti con me stessa. Mi sento davanti a qualcosa più grande di me, che mi rende impotente e vulnerabile. So che sto perdendo esperienze e cose importanti ma non riesco a focalizzarle. Mi sembra di non vivere il presente. È come se il mondo e il tempo si fossero fermati, e la vita che vivevamo, e che noi stessi rendevamo “viva”, non andasse avanti.

Sento di far passare le giornate, non di viverle. Cosa c’è di reale e invece cosa di irreale in tutto questo? Il senso del limite ha cambiato il significato delle emozioni, che sono amplificate dalla solitudine: la paura non è più impulsiva e incontrollata, diventa razionale, lucida e sfrutta il distacco dalla realtà per renderci più fragili.

Ma in realtà non sono le emozioni a essere cambiate, siamo noi che abbiamo cambiato modo di interpretarle. Non le proiettiamo più in quello che era il nostro “mondo”, ma si limitano alle pareti di casa nostra. E questo perché stiamo lentamente cambiando modo di ragionare e di vedere le cose che ci stanno intorno.

Il valore di uno spazio, di un contatto, del rapporto con le altre persone, di quella che chiamavamo “normalità” non è più lo stesso. Le certezze che avevamo si sono rivelate instabili. C’è la sensazione di essere schiacciati da tutto, il sentirsi in trappola, di non sapere più cosa sia giusto provare e cosa no. Capire come sfruttare tutta l’immensa libertà di immaginare che abbiamo rischia di essere soffocante.

È inevitabile scontrarsi con il proprio io, cosa che magari non avremmo mai fatto per paura di mostrarci a noi stessi o agli altri. L’impatto con l’io ha qualcosa di positivo perché ci dà la possibilità di conoscerci meglio e riflettere su noi stessi, sui nostri limiti e sull’importanza che davamo a certe cose, cosa che forse non sarebbe mai successa se non fossimo stati costretti a questa situazione.

Alzarsi alla mattina con la sensazione di rivivere sempre la stessa giornata. Le abitudini che prima consideravamo fondamentali ora sono deleterie e cerchiamo di cambiarle per poter vivere un giorno diverso dal precedente, o da quello che verrà. Il senso di fragilità e incompletezza lascerà il segno, cambierà il nostro modo di vedere le cose e di gestire i rapporti umani, ma forse la nuova consapevolezza di noi stessi ci aiuterà nel ritrovare un nuovo equilibrio. —

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