In arrivo pc, tablet e connettività per garantire il diritto allo studio
Contro il divario digitale la Regione ha stanziato 3,5 milioni A Reggio Emilia e altri Comuni destinati 200mila euro
REGGIO EMILIA
Da più di due mesi – e sicuramente fino alla fine dell’attuale anno scolastico – la sospensione delle lezioni costringe le scuole a continuare l’attività tramite la didattica a distanza. È un’esperienza controversa, che i fautori delle nuove tecnologie vorrebbero continuare quando la pandemia sarà cessata, mentre non pochi insegnanti condividono il parere di Giuseppe Caliceti, maestro e scrittore: «La scuola a distanza non è quella della Costituzione».
Sia che la si giudichi un’opportunità proficua o un maldestro rimedio, fin dall’inizio se ne sono evidenziate le difficoltà e i limiti, tra cui il fatto che gli alunni disagiati non dispongono dei dispositivi elettronici occorrenti.
Per sopperirvi non bastano quelli che i singoli istituti e gli enti locali hanno offerto loro in comodato gratuito, avvalendosi anche di finanziamenti straordinari e donazioni.
La settimana scorsa Bruno Di Palma, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale (ex Provveditorato agli studi) ha lanciato l’appello: «Diamo computer e connettività ai ragazzi per contrastare la dispersione scolastica».
La Regione Emilia Romagna risponde stanziando 3,5 milioni di euro, di cui 200mila destinati al distretto scolastico di Reggio Emilia, che comprende anche i comuni di Albinea, Vezzano sul Crostolo, Quattro Castella, Bagnolo in Piano, Cadelbosco Sopra e Castelnovo Sotto.
Serviranno per l’acquisto di computer portatili e tablet da mettere a disposizione degli alunni e studenti di ogni età, dai sei ai diciannove anni, dall’inizio del prossimo anno scolastico.
Raffaella Curioni, assessore comunale all’Educazione e capofila del progetto di dotazione informatica, li considera apparecchi utili a «garantire a tutti il diritto allo studio e alla continuità didattica e relazionale con docenti e compagni» e sottolinea: «Si tratta di un intervento importante, a ulteriore conferma dell’attenzione che questo territorio mette sull’educazione e sulla qualità della formazione in generale. Questi fondi ci consentiranno di acquistare gli strumenti necessari per rendere ancora più inclusiva la nostra scuola, come già abbiamo fatto nelle scorse settimane con la prima consegna di circa 600 apparecchi a bambini e ragazzi. Non possiamo far sì che il distanziamento sociale comprometta il diritto di tutti allo studio».
Il Comune di Reggio aveva già avviato il progetto alla fine di marzo tramite il servizio Officina educativa in collaborazione con gli Istituti comprensivi e le scuole secondarie di secondo grado della città.
Alle carenze riscontrate si è data rapidamente una prima risposta grazie ai dispositivi offerti dall’Ordine degli ingegneri, da Unindustria, Finregg, Pallacanestro Reggiana, dalla famiglia Ruspaggiari e da un altro privato, che ha preferito rimanere anonimo.
Sono stati così distribuiti 560 tablet dotati di connettività ad altrettanti bambini e ragazzi, che hanno potuto recuperare il terreno perduto nelle prime settimane di didattica a distanza.
A questi strumenti vanno aggiunte alcune decine di tablet che la Lombardini Kohler donerà agli studenti reggiani nei prossimi giorni.
Interpellando le scuole, Officina educativa aveva intercettato 1800 segnalazioni da parte delle famiglie e degli studenti, un terzo delle quali consistenti in richieste di informazioni o assistenza tecnica. Le altre 1200 sono state in parte soddisfatte attraverso la consegna in comodato d’uso dei 560 dispositivi donati dai privati e di altri 250 apparecchi appartenenti agli istituti scolastici. Le restanti segnalazioni saranno ora la base di partenza per approfondire ulteriormente, insieme a scuole, insegnanti e assistenti sociali, le condizioni di divario digitale presenti in città, siano esse di natura familiare, sociale o economica.
Nello specifico, nei prossimi giorni i rappresentanti dei vari Comuni del distretto coinvolti attiveranno un confronto per stabilire, in stretta sinergia con le scuole e i servizi sociali, criteri prioritari condivisi per procedere poi alla consegna, direttamente alle famiglie, di tablet e computer portatili prima dell’avvio del prossimo anno scolastico. Con questa iniziativa gli enti locali si propongono di rimediare al divario digitale, che riguarda una consistente minoranza di alunni e si converte in divario sociale quando la carenza di tecnologia rischia di costituire un ostacolo per il conseguimento non solo degli obiettivi formativi in senso strettamente scolastico, ma più in generale degli obiettivi educativi propri di una comunità inclusiva. —
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