Gazzetta di Reggio

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Uno spin doctor in municipio a Reggio: il sociale diventa social (e videocratico)

Stefano Scansani
Fotografia dal profilo Fb di Tommaso Dotti
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Fotografia dal profilo Fb di Tommaso Dotti

Lo specialista d’immagine Tommaso Dotti dopo aver fatto la campagna di Sala a Milano è stato arruolato da Vecchi. Media manager, fa da consulente all’attività politica di tutta la Giunta. Ma consenso non fa rima con informazione

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REGGIO EMILIA. Fa un certo effetto ritrovare la sua foto nell’archivio della Gazzetta accanto al tecnico ambientalista Walter Ganapini. Era il 2007. E in quel tempo Tommaso Dotti aveva 19 anni ed era presidente del Comitato Acqua Pubblica e beni comuni. Poi il ragazzo s’è fatto uomo, ed è diventato uno specialista, molto specialista. Dal 4 novembre scorso, con delibera dirigenziale, Dotti è entrato nello staff del sindaco di Reggio Emilia ed è diventato lo spin doctor suo e della giunta tutta. Cioè lo stratega dell’immagine.

TANTA ROBA. Lo specialista Dotti ha la responsabilità del presidio della comunicazione digitale di Luca Vecchi, del Comune e degli assessori; della definizione di nuove strategie di comunicazione on-line; della consulenza nell’attività politica del sindaco e nei rapporti con la città; dell’ideazione di eventi e iniziative per la promozione e valorizzazione delle attività di sindaco e assessori. Non è poca responsabilità in un mondo nel quale l’immagine virtuale è sostanza reale. Tanta roba. Risultato: Dotti è un uomo di potere.

LA CARRIERA. Quella dello spin doctor è un’attività propriamente politica. La pratica colui che cura, organizza, realizza le campagne elettorali. Prima di riapprodare a Reggio Emilia – città dove è nato e cresciuto al liceo “Spallanzani”, ha compiuto i primi passi da comunicatore per una pasticceria di Reggio e un antiquario di Porto Cervo – Dotti aveva infatti gestito la propaganda per l’elezione di Beppe Sala a sindaco di Milano, con successo.

Era il 2016 e lo specialista era allora social media manager della MR & Associati del capoluogo lombardo. Ha compiuto lo stesso prodigio con la rielezione via ballottaggio di Vecchi, nel giugno/luglio dell’anno scorso. Dotti è stato così bravo che il sindaco riconfermato se l’è voluto portare nel palazzo di piazza Prampolini.

ACQUA PASSATA. Scritto questo non si scopre l’acqua calda, ma si comprende l’acqua passata. Cioè la mutazione “social” del sindaco dalla cravatta imprevedibilmente rossa de gauche (di sinistra) della campagna elettorale alla propaganda mirata, zonale, puntiforme, fino al collegamento quotidiano online sulla pandemia. Comunicazione diretta del primo cittadino come se nel suo studio ci fosse uno studio televisivo fisso. Videocratico.

E si comprende una comunicazione controllata, strategica, degli assessori. Che prima invece era un vociare ogni tanto contrastante, con qualche corsa in avanti, risentimenti e proclami fuori dal coro.

Immaginiamo che i consigli di Dotti – che costa al Comune circa 60mila euro l’anno – siano assai ascoltati dagli amministratori. Lo specialista ne ha facoltà e formazione: è in possesso di Laurea Triennale in Storia Contemporanea, Laurea Magistrale in Mass Media e Politica, di Master LLM in Comparative Law, Economics and Finance.

COMPETENZE TECNICHE.  La determinazione dirigenziale che era stata firmata il 24 ottobre 2019 da Battistina Giubbani ne fa le lodi: “Figura caratterizzata da ampie esperienze di Social Media Manager, realizzate anche in ambito pubblico afferente a grandi città - in considerazione del rapporto fiduciario esistente con l’interessato, della profonda esperienza professionale maturata negli ambiti d’intervento delle funzioni per cui si richiede l’assunzione, delle competenze tecniche e culturali possedute, come rilevabili anche dal curriculum professionale allegato alla proposta di deliberazione”.

DUE CANALI.  Bene. A questo punto va scritto che le relazioni, le comunicazioni, le apparizioni social del sindaco e dell’amministrazione sono “sofisticate”. Questa parola ha due significati. Il primo è raffinato, così studiato da essere scientifico. Il secondo è innaturale. Semplicemente c’è il rischio della creazione di due canali di comunicazione: quello sociale e quello social. Il primo è tradizionale, dialettico, spontaneo. Il secondo è artato, perché appunto era ed è puntato unicamente al consenso.

L’EGEMONIA. La specificità di Dotti completa la struttura tecnica che a quanto pare sta diventando egemone nel municipio di Reggio Emilia. La scienza della comunicazione da una parte (che si innesta al fianco del preesistente portavoce Giovanni Vignali); le scienze dirigenziali che governano la macchina. E anche la politica delle scelte e delle decisioni, se è vero che il recente abbandono dell’assessora ai lavori pubblici Valeria Montanari sarebbe stato provocato anche da disarmonie o per i superpoteri del dirigente ab æterno Magnani e del direttore generale Battini designato due giorni prima di Dotti. Magnani e Battini sono d’area delriana.

Abbandono provocato anche dal fatto che lei, la Montanari, non “aveva più amici in Comune”. Questo pettegolezzo è ambiguo. Spiega che in municipio forse l’ormai ex assessora non poteva contare su punti di riferimento o interpreti politici in sintonia con la sua storia. E se poi la Regione le piace di più per motivi di carriera o economici sono fatti suoi.

COMPONENTISTICA. La giunta Vecchi bis non è più la Giunta di una volta. Non soltanto perché i tempi o i programmi sono mutati. È cambiata la componentistica dell’amministrazione, e il bilanciamento dei poteri (politico e dirigenziale) ha subìto un’evoluzione. Proprio la decisione del sindaco Vecchi circa la sostituzione della Montanari oppure la redistribuzione delle sue deleghe, chiarirà quali sono le nuove dinamiche municipali. Siamo impazienti di seguire la diretta.

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