«A Reggio una casa di accoglienza per persone Lgbt senzatetto»
È il progetto a cui sta lavorando da tempo l’Arcigay Gioconda Nicolini: «Oggi tante iniziative, purtroppo soltanto virtuali»
REGGIO EMILIA
«Quest’anno la trentesima Giornata internazionale contro omofobia, bifobia e transfobia (17 maggio) ha un sapore particolare: l’emergenza sanitaria Covid-19 ha moltiplicato le richieste di aiuto delle persone Lgbt, chiusi in casa con familiari e con difficoltà di convivenza. Abbiamo reagito puntando sulla connessione virtuale». Così Alberto Nicolini, presidente Arcigay Reggio Emilia dal 2016, ha illustrato il programma previsto per oggi.
LA GIORNATA
Spillette da attaccare alle mascherine-simbolo, un flash mob virtuale e contributi culturali su “Eventi a casa”: questo ha approntato Arcigay per la giornata odierna.
«Tutte le iniziative programmate per tempo (serate al cinema, test Hiv in piazza, feste, presentazioni di libri) sono state annullate, ma abbiamo recuperato il possibile tramite il portale del Comune e le dirette via social, che facciamo tre volte alla settimana su Facebook e Instagram di Arcigay Reggio – spiega Nicolini – Si tratta di iniziative virtuali perché è importante mantenere il distanziamento sociale, in modo che il lockdown termini rapidamente, anche se ci costa molto perché i nostri servizi sono fondamentali per il benessere delle persone».
Ben 3mila spillette e segnalibri da attaccare alle mascherine saranno distribuiti nelle farmacie Fcr di Reggio, Casalgrande e Rubiera, più Remida. Il flash mob virtuale – che vedrà la partecipazione dei rappresentati istituzionali del Tavolo contro l’Omotransnegatività quali Ausl, Nidi di Reggio e Fondazione per lo Sport – consisterà nel pubblicare una foto con spilla o un cartello con l’hashtag #17maggio: il collage collettivo verrà restituito sui social. Saranno una decina i contributi culturali sul mondo Lgbt raccolti dal portale del Comune “Eventi a casa”, il festival online incentrato ogni settimana su un tema. Sulla diversità sessuale sono previsti estratti di musica elettronica di dj trans, analisi di film sull’Aids, storie di coppie di genitori gay e lesbiche, una drag queen che legge una favola ai bambini e una campagna video sulle discriminazioni contro lesbiche (il link è https://www.youtube.com/watch?v=H1V37XjqVwQ), con l’invito finale “Contattaci se hai bisogno”.
«Lo abbiamo dedicato alle lesbiche perché sono un’identità dimenticata da tutti in quanto donne. Un altro tema emergente a Reggio è quello dei trans, che in tempi di Covid non trovavano i farmaci ormonali perché scarseggiavano i medici che li prescrivessero».
LE NECESSITÀ
Il Coronavirus ha aggravato la quotidianità anche nel mondo Lgbt. «Ci sono arrivate più richieste di aiuto, di diverso tipo. Abbiamo registrato da una parte l’acuirsi di difficoltà di convivenza con i familiari, magari non a conoscenza delle scelte sessuali; dall’altra persone che non hanno un lavoro e che ci hanno chiesto un aiuto concreto, perciò abbiamo distribuito una quarantina di pacchi alimentari. Azioni rese possibili grazie a una forte collaborazione con l’assessorato Pari Opportunità: Annalisa Rabitti e il suo staff sono state fantastici», spiega Nicolini, che evidenzia un altro aspetto.
«Sono state una decina le richieste di un altro alloggio soddisfatte da Arcigay da inizio anno. Di solito ovviamo al problema organizzando ospitalità in maniera del tutto volontaria. Il lockdown ha bloccato tutto: chi era già ospitato ha continuato ad esserlo, mentre per gli altri ci siamo limitati al supporto psicologico. Da tempo abbiamo un disperato bisogno di una casa di accoglienza per persone Lgbt senzatetto. In Italia ne esistono solo tre (a Torino, Roma e Milano) per un totale di appena 30 posti, troppo pochi. Questo è un tema che richiede una struttura forte e sarebbe bello avere un tale servizio a Reggio, se possibile. Per ora siamo nella fase embrionale di progettazione e ricerca fondi, ma continuiamo a lavorarci».
Tra le necessità di tipo legislativo, Nicolini ricorda la legge nazionale contro l’omotransfobia («calendarizzata a luglio dopo tanti rinvii, speriamo che sia la volta buona») e l’attuazione della legge regionale, passata dopo 40 ore di discussione e ostruzionismo («ora la normativa va attuata e concretizzata anche a Reggio»). —
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