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il delitto di scandiano 

«Franca era una donna buona e umile Li ringrazio di cuore per quelle parole»

Elisa Pederzoli
«Franca era una donna buona e umile Li ringrazio di cuore per quelle parole»

La sorella della vittima alla famiglia della moglie all’arrestato: «Ho subito chiesto se quell’uomo avesse dei figli»

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SCANDIANO

«Li ringrazio di cuore, siamo dispiaciuti anche noi. È una cosa molto delicata, non so neanche io cosa posso dire. Ma di certo, quando i carabinieri mi sono venuti a dire che lo avevano arrestato, la prima cosa che ho domandato è se questo pover’uomo, diciamo così, avesse dei figli».

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Ester Ganassi è la sorella di Franca Silvana, la 60enne di Scandiano uccisa brutalmente il 30 dicembre del 2005. Un omicidio che solo in questi giorni è arrivato a una svolta con l’arresto in Marocco del 44enne Mustapha Bouzendar, contro il quale c’è un elemento molto importante: il Dna. Alla famiglia della vittima, attraverso la Gazzetta, si sono rivolti i famigliari della moglie dell’arrestato, esprimendo il loro cordoglio per quanto accaduto. Fatti di un passato di cui, dicono sconvolti, non erano a conoscenza.

«L’ho detto subito ai carabinieri – racconta la sorella Ester, che vive a Masone – mi dispiace per i suoi figli. Ma l’importante è che ora sconti quello che ha fatto».

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«Guardi – prosegue – in questi giorni, mi hanno anche chiesto se lo perdono. Va bene il perdono, però ci vuole giustizia. Ora ci deve pensare la giustizia, ma per la pena di morte che mi dicono che rischia in Marocco no, io non sono d’accordo. Ma deve pagare, è una persona che, se lasciata libera, può combinare guai...».

Ester e l’altra sorella, Anna, sono le uniche due rimaste tra i parenti stretti della vittima. «Ci siamo solo noi due – confida – Tutto questo ha riaperto una ferita, anche se il dispiacere è sempre rimasto nel cuore. Ma ora si riaccende. Voglio dire però che in questi anni tutti hanno fatto qualcosa di importante per Franca; anche i giornalisti hanno fatto la loro parte. Non ci saremmo mai aspettati quello che sta accadendo ora, che sarebbero arrivati a trovare quest’uomo. Un pover’uomo, ripeto: sono sempre cose che fanno male, per prima cosa alla famiglia, mi dispiace per loro».

Il pensiero va a Franca, che se fosse ancora in vita avrebbe 74 anni. «Avevamo due anni di differenza, io ero più grande – confida Ester Ganassi – Era una donna molto, molto umile. Ed era molto buona, semplice, brava. Per un periodo aveva lavorato a Villa Verde, dava una mano in cucina. Poi aveva smesso ma anche a Scandiano si dava da fare: si dedicava al volontariato, andava alla Casa della carità. Per la nostra famiglia era un punto di riferimento: sa, in casa c’era mia sorella che era ammalata, nostra madre che era anziana: quando Franca morì, aveva 98 anni circa. Anche Franca non stava bene, aveva i primi sintomi dell’artrite reumatoide che ha colpito l’altra sorella. Ma certo lei era quella che stava meglio».

La madre di Franca morì senza sapere la verità, e lo stesso l’altra sorella, venuta a mancare a gennaio. «Se ne sono andate senza sapere....», riflette Ester. Quasi 15 anni dopo il brutale delitto, alla famiglia Ganassi è stata concessa questa prima verità, che attende le conferme dai tribunali che si occuperanno definitivamente del caso. «Ma sono stati tutti bravissimi, non sappiamo davvero come ringraziarli. Non hanno mai mollato» conclude Ester Ganassi, pensando al tragico destino toccato alla sorella Franca, assassinata mentre tornava a casa un sera di dicembre, e senza alcuna pietà. —

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