I fedeli ritornano a messa dopo oltre due mesi di stop
Da domani si celebrano le funzioni in alcune parrocchie della diocesi reggiana Controlli all’ingresso, obbligo di mascherine e distanziamento fra i banchi
reggio emilia
Dopo settimane di attesa, da domani molti cattolici reggiani potranno tornare nelle chiese e nelle parrocchie di città e provincia per assistere alla messa. La diocesi di Reggio e Guastalla ha infatti recepito gli accordi stipulati fra Cei e Governo oltre una settimana fa e redatto un proprio protocollo che regola gli accessi, lo svolgimento delle funzioni religiose e, in generale, tutti gli aspetti che riguardano la lotta alla diffusione del contagio da Coronavirus.
La ripartenza delle celebrazioni pubbliche sarà graduale e, almeno fino al 31 maggio, non riguarderà la totalità delle 314 parrocchie e delle 60 unità pastorali che compongono l’apparato diocesano.
Il criterio per adesso è quello di procedere per fasi, in modo da permettere a tutti di adeguarsi, cercando quindi di riattivare almeno una chiesa, la più grande, per ciascuna unità pastorale. Ma vi sono delle eccezioni: Scandiano, Correggio e la zona di Pieve Modolena, ad esempio, non riapriranno almeno fino al 24 maggio incluso.
Nelle chiese dove da domani si celebreranno le messe, poco meno di 60, si potrà entrare solo se muniti di mascherine protettive che coprono naso e bocca, con una temperatura corporea inferiore ai 37,5 gradi, igienizzandosi le mani prima di entrare, presentandosi nei 30 minuti prima dell’inizio della celebrazione e facendo sempre attenzione a mantenere la distanza di sicurezza. Una volta all’interno della chiesa, un addetto alla sicurezza indicherà il posto dove sedersi. La Comunione verrà portata ai fedeli dal parroco.
Anche al termine della celebrazione, per uscire si dovranno attendere le indicazioni degli addetti alla sicurezza e una volta usciti non ci si potrà intrattenere nei luoghi esterni alla chiesa come sagrato, cortili o parcheggi, al fine di non creare assembramenti.
Infine, se nei sei giorni successivi alla partecipazione alla messa ci si dovesse accorgere di avere la febbre e si dovesse risultare positivi al Covid-19, è necessario comunicarlo tempestivamente al parroco. Dal punto di vista organizzativo, i bambini di età inferiore ai sei anni si considerano con il genitore e quindi non occupano alcun posto e gli stessi posti in chiesa sono contrassegnati con un apposito segno di riconoscimento e numerati.
Alle persone in carrozzina verrà indicato un luogo apposito e l’accompagnatore non dovrà rispettare la distanza di sicurezza dalla persona accompagnata.
Durante la messa, infine, non verranno raccolte le offerte. Per questo l’invito della diocesi per far fronte alle spese della parrocchia e aiutare le persone in difficoltà è quello di donare tramite un bonifico alla propria parrocchia, indicando come causale “Emergenza Coronavirus”. —
l. g.
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