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il dopo montanari  

Il “mail bombing” in favore di De Lucia che non persuade il sindaco Vecchi

E.Spa.
Il “mail bombing” in favore di De Lucia che non persuade il sindaco Vecchi

Una decina di mail e WhatsApp a sostegno del consigliere  Ma in pole restano Capelli o l’ipotesi dello spacchettamento

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REGGIO EMILIA

Una decina di messaggi fra mail e WhatsApp, indirizzati al sindaco Luca Vecchi, nei quali si chiede al primo cittadino di valutare l’ipotesi di far entrare in giunta il consigliere comunale Pd, Dario De Lucia. Un “mail bombing” all’insegna della “moral suasion”, per ora dai ritmi piuttosto soft, ma che sembra destinato a continuare, accendendo ulteriormente sottotraccia la partita per il ruolo di assessore lasciato vacante dopo l’addio di Valeria Montanari.

Messaggi che tuttavia sembrano non persuadere né turbare più di tanto il sindaco Vecchi, che prenderà una decisione non prima di qualche settimana, determinato a non farsi dettare l’agenda da nessuno.

E che, secondo quanto trapela, sembra più indirizzato ad affidare eventualmente l’incarico all’ex capogruppo Pd, Andrea Capelli (riaprendo il capitolo della corsa a Fcr), non senza uno spacchettamento delle deleghe che erano in capo alla Montanari.

L’alternativa? Il solo spacchettamento, senza alcuna new entry, tanto più pescando fra i consiglieri. Ipotesi queste ultime che sembrano prendere sempre più corpo, anche in virtù del fatto che il seggio in Sala Tricolore lasciato libero da un consigliere Pd sarebbe occupato da Maura Manghi, prima fra i non eletti, candidata con il Pd ma nel frattempo diventata referente di Italia Viva di Matteo Renzi: un ingresso che frastaglierebbe ancor di più la composizione della maggioranza, composta da Reggio È, Più Europa, Immagina Reggio e un Pd già di per sé non propriamente compatto.

È anche sulla base di questi equilibri che, nella corsa a un ruolo in giunta, sembrano calare le quotazioni dell’attuale capogruppo Pd, Gianluca Cantergiani. Così come sembra meno della partita anche l’ex assessore ed ex parlamentare Paolo Gandolfi, attuale presidente Sabar, che tuttavia non ha mai mostrato l’intenzione di voler tornare in giunta.

Quanto alle mail in suo sostegno, contattato dalla Gazzetta il consigliere Pd Dario De Lucia dice di non saperne nulla, e di apprendere proprio dalla Gazzetta di questa iniziativa, sebbene sul suo attivissimo profilo Facebook, non senza ironie, sul toto-nomine si lasci andare a qualche post sibillino: «A me – ha scritto nelle scorse ore – sembra di essere quello del condominio che non viene chiamato alle feste ma che tutti chiamano quando la caldaia si rompe, quando c’è da vendere più biglietti per la riffa di quartiere o quando bisogna intervenire per risolvere un problema con i condomini di fianco».

Recordman di preferenze alle amministrative, con 879 voti dietro alla sola Rabitti, De Lucia è il pezzo più a sinistra della maggioranza. E di fatto è l’unico rimasto a secco dopo la scorsa tornata elettorale, dal momento che anche in casa Pd alla sua figura non viene riconosciuto un profilo propriamente istituzionale, anche per le sue ripetute e spesso discusse scorribande social.

Tesoriere Istoreco, revisore dei conti di Arcigay Italia e vicino agli ambienti Enpa, secondo i suoi sostenitori invece potrebbero essere proprio le competenze sviluppate sui social e sul web – svolte anche in progetti Legacoop e Cgil – a renderlo adatto a gestire il pacchetto dell’Agenda digitale e della Partecipazione, per ora nelle mani di Vecchi al pari dei Lavori Pubblici e delle altre deleghe rimaste orfane di Valeria Montanari. —

E.Spa.

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