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problema sociale e sanitario 

Individuato un percorso che chiuda per sempre l’emergenza alle Reggiane

A.M.
Individuato un percorso che chiuda per sempre l’emergenza alle Reggiane

Incontro fra Comune, Ausl e volontariato, il sindaco  troverà un esperto capace di formulare una soluzione per i cento sanzatetto

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REGGIO EMILIA

Qualcosa si è mosso. La situazione degli stranieri che vivono alle Reggiane – e che costituiscono un serio problema anche dal punto di vista sanitario, per loro stessi e per chi venisse in contatto con loro – è stata esaminata in un incontro che si è svolto telematicamente al quale hanno partecipato il sindaco Vecchi, l’assessore ai servizi sociali Marchi, esponenti dell’Ausl e rappresentanti del volontariato che negli ultimi anni si è occupato di quella che è diventata una città all’interno della città, priva delle minime norme di sicurezza e in balìa di episodi di violenza dei quali spesso sono vittime anche gli occupanti degli stabilimenti diroccati. L’incontro ha prodotto l’impegno da parte della politica a individuare una soluzione che risolva questa vicenda. Del caso-Reggiane aveva parlato di recente lo stesso assessore Marchi in consiglio comunale, riferendo come attualmente alle Reggiane viva quasi un centinaio di stranieri e come le sole tre donne di quella popolazione fossero state spostate in altro luogo. Il recente incontro, al quale era invitato anche quel mondo cattolico che si è speso per far conoscere questa realtà dirompente e per fornire assistenza morale e spirituale, ha messo in luce come sia impensabile il rispetto delle minime norme anti-contagio in una situazione del genere. Non solo per la impossibilità materiale di mantenere il distanziamento fisico ma anche perché, più semplicemente, non è credibile pretendere il rispetto di rigorose norme igieniche quando cento persone hanno a disposizione un solo rubinetto. A fronte di una situazione ormai insostenibile, dopo l’esposizione di tecnici e volontari il sindaco Vecchi ha rimarcato come le scelte per uscire da questo tunnel debbano essere prese dalla politica, decidendo quindi di individuare a breve una persona – una sorta di commissario – che abbia le competenze necessarie e che indichi un percorso per superare l’emergenza. Il mondo del volontariato ha offerto la disponibilità, nell’ambito delle proprie competenze, a collaborare alla riuscita di questo piano, nella prospettiva di arrivare a una chiusura definitiva delle realtà degradata delle Reggiane. —

A.M.

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