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La Lega cambia pelle e affida l’Emilia a un commissario che viene dal Veneto

EVARISTO SPARVIERI
La Lega cambia pelle e affida l’Emilia a un commissario che viene dal Veneto

Sarà il senatore Andrea Ostellari a guidare la corsa verso il congresso Il reggiano Vinci: «Si apre una nuova stagione con un nuovo partito» 

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cambio al vertice

La metamorfosi continua. Anche qui in Emilia, dove il 26 gennaio si sono infranti i sogni di “conquista”. La transizione dalla vecchia Lega Nord di stampo padano e indipendentista alla nuova Lega Salvini premier di aspirazioni sovraniste affronta un altro passaggio, in vista dei congressi. Il senatore veneto Andrea Ostellari è infatti il nuovo commissario della Lega Emilia, raccogliendo il testimone dal deputato reggiano e consigliere in Sala Tricolore, Gianluca Vinci.

Ostellari, classe 1974, è avvocato e ha studiato all’università di Parma. Per anni ha guidato la segreteria provinciale di Padova e attualmente è presidente della commissione Giustizia del Senato.

«Buon lavoro a Ostellari e un sentito ringraziamento a Vinci: il risultato delle Regionali di gennaio ha confermato la crescita e il radicamento della Lega in Emilia – commenta il leader del Carroccio, Matteo Salvini – essere prima forza politica nel Paese è un impegno e una responsabilità che ci obbliga a impegnarci ogni giorno, da nord a sud, con tutte le nostre energie. Ostellari e Vinci sono persone competenti e di valore: continueranno a far crescere la Lega, con ruoli e incarichi diversi, sempre nell’interesse degli italiani».

Di fatto, non si tratta propriamente di un cambio della guardia. E, più che un’archiviazione del reggiano Vinci, l’operazione segna un nuovo tassello nella “liquidazione” della vecchia Lega padana – gravata dall’affaire dei 49 milioni ma rimpianata dentro e fuori il Carroccio da molti leghisti della prima ora – seguendo quel percorso avviato a febbraio con la creazione a Milano dell’associazione “Lega Emilia per Salvini Premier”: un’articolazione emiliana del rinnovato movimento federale, che rappresenta un’entità diversa rispetto alla vecchia Lega Emilia guidata da Vinci, e che annovera fra i cinque soci fondatori lo stesso Vinci, la senatrice ed ex candidata alle Regionali, Lucia Borgonzoni, Maurizio Campari, Corrado Pozzi e Aldo Manfredini. Una sorta di direttivo, attorno al quale si svilupperà il lavoro del neo-commissario, chiamato dal mese di giugno – Coronavirus permettendo – ad avviare la stagione dei congressi: prima i locali e poi quelli provinciali e regionali, da concludere entro fine anno, nell’ambito di un giro di valzer che ha portato al commissariamento anche nelle Marche e in Sardegna, guidate rispettivamente dal deputato umbro Riccardo Augusto Marchetti (al posto del senatore lombardo Paolo Arrigoni) e dal lombardo Eugenio Zoffili, confermato dopo il breve interregno del deputato cagliaritano Guido De Martini.

«Si apre una nuova stagione, con questo nuovo partito», commenta Vinci. Già. E i 49 milioni? Ridotti nel bilancio 2018 a 18,4 milioni in seguito all’accordo raggiunto con la procura di Genova del settembre dello stesso anno, secondo Vinci «è una vicenda già spiegata da tempo: erano rimborsi elettorali leciti, il Pd ne aveva ricevuto il triplo, alla Lega li hanno richiesti indietro per un cavillo burocratico, ma la Lega come il Pd, Fi e tutti gli altri li aveva già spesi per le campagne elettorali». —

EVARISTO SPARVIERI

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