Oggi niente Gnoccata ma i coniugi Cavandoli festeggiano la guarigione
Il presidente della Pro loco e la moglie avevano contratto il Covid. Lui: «Ho avuto tanta paura». Oggi avrebbe dovuto tenersi l’evento numero XXXV
GUASTALLA
Oggi, se non ci fosse stato il lockdown causa pandemia da Covid 19, si sarebbero potuti ammirare i carri della Gnoccata 2020. Sì perché domenica 17 maggio era la data della XXXV edizione, dopo la consueta attesa di tre anni. Tutto rinviato al 2021, invece. Sulla pagina Facebook della Gnoccata Giacomo Ciccio Valenti, alias Re Serpo, ha postato un video dove saluta i guastallesi e in particolare nomina il presidente della Pro loco e gentile consorte, «i Cavandolis in primis» (testuale), che se anche non hanno potuto organizzare e partecipare alla tradizionale manifestazione hanno comunque un motivo per festeggiare: essere guariti dal Covid-19.
Questo il messaggio di “Ciccio” Valenti che avrebbe dovuto essere incoronato Re Serpo per la settima volta: «Ci sono dei giorni che sono più belli di altri. Per quasi 30 anni oggi era uno dei giorni più belli in assoluto perché era la vigilia, ogni tre anni, dell’arrivo a Guastalla dell’incoronazione e poi del grande momento della Gnoccata. Quest’anno non è così, non sarà così, per cui io vi abbraccio infinitamente. Abbraccio tutti coloro ovviamente possono aver perso i loro cari, abbraccio tutti coloro che hanno affrontato il momento del Coronavirus, purtroppo da pazienti, e i Cavandolis in primis e vi abbraccio tutti quanti. Appuntamento all’anno prossimo. Abbracciare vuol dire che l’anno prossimo vi “pòmicio”, io l’anno prossimo non è che vi stringo. Ci facciamo una Gnoccata come tanti gnocchi, tutti stretti, tutti al sugo! Vi voglio bene tantissimo. Re Serpo».
Il presidente della Pro loco Luciano Cavandoli, raggiunto al telefono, confessa: «Ho avuto davvero tanta paura ma per fortuna è passata. Quando sono andato all’ospedale con febbre e sintomi influenzali ero preoccupato. Mi hanno fatto i raggi, poi sottoposto a Tac. Ho atteso molto tempo prima di sapere ciò che sospettavo. Avevo il Covi-19. Sono stati giorni drammatici perché aveva paura di non farcela perché quando mi sono ammalato eravamo nel pieno della pandemia con mille morti al giorno. Non sono andato in ospedale, mi hanno curato da casa, mi tenevano controllato, mi chiedevano come stavo. Anche mia moglie, di conseguenze, ha contratto il Coronavirus. Una sofferenza durata una quindicina di giorni fino a quando abbiamo iniziato a respirare meglio». «C’è voluto un mese per riprendere le forze ed è un virus che ti colpisce anche psicologicamente perchè ti isola e ti fa piombare in una grande solitudine – confida –. Si, è vero, non abbiamo potuto organizzare la Gnoccata ma ho motivo ugualmente di essere contento perché io e mia moglie siamo tornati alla vita». —
M.P.
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