«Sarà fondamentale il lavoro dei volontari e dei parroci»
Don Alberto Nicelli, vicario generale, spiega il nuovo protocollo «Inizialmente aprirà quasi una chiesa per ogni unità pastorale»
il commento
Un protocollo ancora più rigido rispetto a quello siglato fra Governo e Cei, in cui sarà centrale il lavoro dei parroci e dei volontari. Don Alberto Nicelli, vicario generale della diocesi, racconta i dettagli del testo che regolerà i prossimi mesi per i cattolici reggiani. «Abbiamo stilato un protocollo che recepisce tutte le indicazioni date da Cei e Governo – spiega – e che per certi versi è ancora più garantista dal punto di vista della volontà di assicurare la sicurezza di coloro che parteciperanno alle celebrazioni, tenendo ben presente il criterio del distanziamento per evitare il contagio».
La diocesi si è confrontata «con parroci, attraverso cinque video conferenze con i cinque vicariati in cui abbiamo illustrato le indicazioni e accolto le loro osservazioni. Il concetto fondamentale è che non sarà obbligatorio partire domani e neppure domenica 24 maggio: a decidere saranno i rappresentanti legali degli enti, ovvero gli stessi parroci, che sono un’ottantina e hanno la responsabilità ultima davanti alla legge nel caso di inadempienza nei confronti delle norme. La diocesi si mette al loro fianco per accompagnarli in questa operazione che non è per niente facile».
La prima indicazione è stata quella, prosegue don Nicelli, di «aprire una chiesa per unità pastorale, la più capiente, magari aumentando il numero delle messe per dare più possibilità ai fedeli. Questa indicazione in gran parte accolta ha le sue eccezioni, per esempio il 24 ci sono delle unità pastorali che non apriranno perché per farlo occorre avere la certezza che vengano rispettate le indicazioni». Il tempo in più servirà per «addestrare gli addetti alla sicurezza, ovvero i volontari delle parrocchie, che dovranno occuparsi del distanziamento nel sagrato della chiesa evitando assembramenti, del triage per la misurazione della febbre, di far igienizzare le mani e poi accompagnare i fedeli a posti ben definiti. La cattedrale ad esempio è già preparata e ogni posto ha un metro frontale e laterale libero».
In tutto questo contesto sarà quindi «fondamentale il lavoro dei volontari e dei parroci che dovranno seguirli». —
Leonardo Grilli
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