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Bufera a Pieve di Guastalla, il vescovo chiude l’oratorio

Jacopo Della Porta
Bufera a Pieve di Guastalla, il vescovo chiude l’oratorio

Solidarietà di Camisasca al parroco don Nildo, insultato dopo alcuni dissidi sull’organizzazione della sagra

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Jacopo Della Porta

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«Caro don Nildo, ti esprimo la mia vicinanza e quella di tutta la diocesi di fronte agli attacchi alla tua persona di queste ultime settimane, che puntano a screditare la tua azione pastorale diretta alla chiarificazione e alla trasparenza». Inizia così la lettera di solidarietà scritta dal vescovo Massimo Camisasca al parroco dell’Unità pastorale di Guastalla, don Nildo Rossi.

Da mesi all’oratorio di Pieve di Guastalla, molto frequentato e noto per la sagra che si svolge a fine agosto e ai primi di settembre, erano emersi contrasti sull’organizzazione di alcuni eventi, sfociati anche in offese al parroco sui social network (subito censurate dalla comunità).

Nella lettera del vescovo, che don Nildo ha letto ieri durante la messa delle 18 in duomo (trasmessa in streaming su Youtube), si leggono passaggi espliciti sulle ragioni delle scontro. «In previsione della visita pastorale, programmata ma rinviata per l’emergenza in corso, ero stato informato in merito ad alcuni aspetti della situazione delle parrocchie dell’unità pastorale; la mia attenzione, sulla scorta delle questioni messe in evidenza dagli uffici di curia, si è appuntata sulla parrocchia di Pieve. In questa realtà le attività ludiche, ricreative e conseguentemente economiche si sono manifestate negli anni eccessive rispetto a quelle pastorali, e non di rado la gestione non sembra essere sempre chiara e trasparente con lacune documentali rilevanti, e con conseguenze, non solo da oggi, anche sul piano formativo della pastorale giovanile oratoriana».

POCA TRASPARENZA

La diocesi dunque ipotizza mancanza di trasparenza ma anche l’eccessivo peso dell’aspetto ludico.

Da sempre l’oratorio di Pieve, dove si svolge anche l’attività della società sportiva Saturno, è molto vivo. Durante la sagra i giovani gestiscono un’area, il Moritzino, all’interno della quale si organizzano anche concerti: si tratta di un luogo molto frequentato dai ragazzi, non solo di Guastalla. Va ricordato che, dopo la vicenda degli insulti, gli organizzatori della sagra si sono dissociati in modo netto.

Il risultato di questo contrapposizione è che il vescovo ha deciso di chiudere, temporaneamente, l’oratorio. «Con il consiglio episcopale, in attesa di approfondimenti in sede di visita pastorale abbiamo ritenuto, in via precauzionale, indispensabile procedere con l’immediata sospensione di ogni attività ludica e di tempo libero riconducibili alla parrocchia. A partire da oggi ti chiediamo di interrompere nelle forme proprie i rapporti di gestione in corso e di precludere l’accesso a tali strutture sino a verifica delle stesse da parte degli uffici di curia. Al fine di agevolare le verifiche ti invitiamo a trasmetterci la documentazione riferita alle attività in oggetto».

La parrocchia di Pieve in queste settimane ha dato il suo appoggio al sacerdote. «Con piacere ho saputo che molti fedeli dell’Unità pastorale ti hanno manifestato la loro stima, la loro vicinanza e il loro sostegno», si legge nelle lettera.

La sospensione di tutta l’attività dell’oratorio, compreso il bar gestito in convenzione, crea preoccupazione nella comunità di Pieve, e ci si chiede anche se la sagra sarà organizzata.

La speranza dei parrocchiani è che questa frattura possa ricomporsi e l’oratorio tornare alla vita di sempre (per ora la basilica non riaprirà per le messe, che si svolgeranno invece in duomo a Guastalla).

Attacchi gravi

La lettera del vescovo non specifica la natura degli attacchi al parroco (anche se è nota la vicenda delle offese sui social network). Il fatto che la solidarietà sia stata espressa in modo pubblico, con una missiva nella quale si fa riferimento al ruolo del parroco a norma del diritto canonico, lascia supporre che la frattura debba essere stata grave.

Di certo il vescovo ha voluto esprimere in modo forte ed inequivocabile il suo sostegno a don Nildo. —

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