È morta a 83 anni Maria Tenca la mamma di Stefano Baldini
Il campione olimpico ricorda la madre che da anni lottava con problemi al cuore «Quando tornai da Atene con l’oro mi disse: stavolta l’hai fatta un po’ grossa»
CASTELNOVO SOTTO
«Se n’è andata l’unica vera campionessa di casa». È uno Stefano Baldini affranto, quello che commenta la scomparsa della madre, Maria Tenca, morta dopo una decina anni nei quali ha combattuto un problema cardiaco che l’aveva costretta a diversi ricoveri a Guastalla e Montecchio. Originaria di Viadana (Mantova), come il marito Tonino scomparso nel dicembre 2018, Maria, 83 anni, si era trasferita con il coniuge a Castelnovo Sotto nel novembre 1962. «In quel San Martino i miei iniziarono la loro vita che li portò ad avere undici figli – racconta il campione olimpico di Atene 2004 –. Una vita faticosa, piena di lavoro ma anche sana e che si sono scelti. Hanno aggredito sempre la vita, lasciando in noi una impronta caratteriale molto forte. Tipica della gente di questa terra: abituati a fare, molto meno a parlare».
«Mia madre si è spenta – prosegue Baldini – come chi, stanco dopo una vita di lavoro, esaurisce le energie. Devo ringraziare le mie sorelle e mia cognata Antonella che hanno accudito la mamma in questi ultimi anni. Mia madre era anche molto simpatica. Una simpatia che visse il suo apice, ad esempio, quando tornai a casa dopo l’oro di Atene. Era il lunedì e andai a pranzo da loro prima di presenziare alla Corradini di Rubiera all’evento organizzato dalla Gazzetta dello Sport, dove avrei risposto alle chiamate dei lettori. Mi accolse e mi disse: stavolta l’hai fatta un po’ grossa. Mia madre era così».
La sera della vittoria di Atene, ai giornalisti che fecero irruzione a casa Baldini, disse: «Cosa ci fate qui? Quando Stefano è diventato campione d’Europa nessuno lo ha scritto». Un rimprovero che si ricorda ancora a distanza di 16 anni. «Lo ricordo – ride Baldini – . In realtà ne scrissero. Lei poi mi accompagnò al ricevimento che il Comune di Castelnovo Sotto organizzò per l’oro di Budapest (nel 1998, ndr) al quale partecipò anche l’allora presidente del Consiglio, Romano Prodi». Di lei, rimangono leggendari i cappelletti. Il suo doping naturale? «Direi più il mio premio. Stavo lontano tanto tempo da casa e quando ti alleni in Africa, in America o in Svizzera non vedi l’ora di tornare alla cucina di casa tua. Mia madre in questo, come tutte le rezdore del suo tempo, era veramente brava. E andare a gareggiare in giro per il mondo ti forniva la scusa per tornare un po’ più spesso a quella tavola».
I ricordi che tornano alla mente sono tanti. «Ricordo che era la prima persona cui telefonavo dopo le gare. Lei, soprattutto quando facevo le maratone, non riusciva a guardare la corsa perché aveva paura per me, anche quando sapeva che ero molto allenato e non c’era nulla da temere. Si emozionava, di quella emozione che solo un genitore sa di cosa si tratta».
La famiglia Baldini, dopo qualche anno trascorso a Villa Cella, ha fatto rientro a Castelnovo Sotto dove il primogenito Pietro gestisce, a Villa Cogruzzo, una azienda agricola che produce il Parmigiano Reggiano. Un altro fratello, Giuseppe, ha l’azienda agricola a Cadelbosco Sopra, così da portare avanti la tradizione contadina dei genitori. «Sì, queste terre sono uniche. Il mio piccolo Kenya. È rimasto sempre uguale, le aziende sono raddoppiate, anche se divise. Ma tornare qui mi ha sempre dato quella tranquillità e quella carica che mi consentiva di preparare al meglio ogni appuntamento. Queste campagne tra Meletole e Cogruzzo, lungo gli argini del Crostolo, mi consentivano, anche quando già vivevo a Rubiera, di mollare un po’, dopo lo stress e la tensione delle gare. La famiglia e questo posto hanno sempre significato questo per me. Un ritmo diverso, pensando anche alla frenesia social attuale». Maria e Tonino hanno avuto 11 figli che (a parte Francesco Walter che vive a Londra e Marco in Garfagnana) vivono tutti tra Reggio e Parma: Pietro, Anna, Rita, Giuseppina, Giuseppe, Elena, Marco, Stefano, Carmen, Davide, Francesco Walter. I nipoti sono 17, presto arriverà il primo pronipote. —
Alessandro Zelioli
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