Il direttore dell’Inps replica a Colla «Non è nostra la colpa dei ritardi»
REGGIO EMILIA
Il direttore dell’Inps Emilia Romagna, Elio Rivezzi, replica all’assessore regionale al Lavoro, Vincenzo Colla, sul tema delle richieste, concessioni ed erogazioni della Cassa integrazione, indicando la presenza di un “imbuto” nei server dell’Inps che allunga i tempi di pagamento.
«Mi preme fare chiarezza – scrive Rivezzi – affinchè i lettori abbiano piena consapevolezza delle reali dinamiche connesse all’istituto della “Cassa integrazione in deroga”, che viene attivato dalle aziende con istanza rivolta all’amministrazione regionale che, dopo aver istruito le pratiche, emana i relativi decreti di concessione, provvedendo a riversare nei sistemi informativi Inps dedicati l’elenco delle aziende autorizzate. Ricevuti i flussi, l’Istituto procede ad autorizzare la prestazione per ciascuna azienda, dopo aver compiuto la verifica di legittimità della richiesta. A seguire, per poter liquidare l’importo spettante ai beneficiari, l’azienda trasmette, per il tramite degli intermediari autorizzati, i dati necessari ad Inps per poter effettuare il pagamento ai singoli lavoratori».
Nella fattispecie, prosegue il direttore dell’Inps, «la decretazione della Regione Emilia-Romagna è avvenuta, a far data dal 10 aprile, in diverse fasi, ciascuna delle quali ha comportato l’attivazione dell’iter descritto. Al 29 aprile, le strutture Inps dell’Emilia Romagna avevano autorizzato l’83% delle istanze pervenute nei 15 giorni precedenti. Delle oltre 36.000 istanze a oggi pervenute, circa 18.000 sono state trasmesse dalla Regione tra il 6 e il 12 maggio. Ad oggi, le sedi provinciali hanno autorizzato il 77% delle istanze pervenute e nei prossimi giorni completeranno le rimanenti, in tempi assolutamente congrui rispetto alla mole di lavoro descritta».
La fase del pagamento a ciascun lavoratore è, come evidenziato da Elio Rivezzi, «conseguente agli adempimenti susseguenti alle autorizzazioni concesse da Inps e, frequentemente, risente di ritardi determinati da incongruenze nei dati anagrafici o nei riferimenti delle coordinate bancarie sulle posizioni dei beneficiari. Spero che appaia evidente come non ci sia alcun “imbuto” imputabile a Inps e come non esista alcun ritardo determinato dal ventilato appesantimento dei nostri sistemi informatici».
Qualora fosse richiesto, l’Inps regionale è disponibile a dimostrare, per ciascuna istanza, i tempi di attraversamento del procedimento, nei diversi segmenti che vanno dalla domanda dell’azienda alla Regione fino alla fase effettiva del pagamento. «Nell’attuale fase emergenziale, in cui a chiunque gestisce responsabilità di evidenza pubblica è richiesto di profondere il massimo sforzo a beneficio delle categorie produttive maggiormente in sofferenza, credo sia poco corretto assegnare medaglie d’oro o di cartone sulla base di rappresentazioni superficiali, ingenerando nell’opinione pubblica sfiducia e confusione. Confidiamo che la semplificazione disposta dal recente Decreto governativo rispetto all’istituto della Cassa integrazione in deroga, invocata a gran voce sia dai vertici Inps che dalle Regioni, possa consentire, per le prossime istanze, tempi di smaltimento coerenti con gli impellenti bisogni degli aventi diritto». —
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