«Vanno desecretati gli atti sulle stragi del terrorismo»
A Palazzo Madama politici di vari schieramenti chiedono che si possano finalmente studiare i documenti in sede storica e giudiziaria
BOLOGNA
«La modalità delle stragi in Italia non è ancora del tutto chiara. Credo che noi dobbiamo riconoscere che, forse, in alcuni apparati dello Stato – non lo Stato come tale – vi sono state deviazioni che negli anni non sono state completamente chiarite. Certamente la democrazia è fatta anche di analisi sul passato. Queste analisi sono in corso ed è giusto che noi, assieme alla memoria, coltiviamo anche il valore delle analisi critiche politica». Lo ha detto di recente Pierferdinando Casini (Centristi per l’Europa)prendendo la parola a Palazzo Madama come senatore eletto nella città di Bologna» (una «città, purtroppo, fondamentale nella storia del terrorismo italiano») nel dibattito sul ricordo delle vittime del terrorismo. In apertura di seduta, il Senato si è soffermato sulle tante stragi e attentati vecchi e nuovi che hanno insanguinato l’Italia. Bologna è stata nominata più volte dato che «negli anni siamo stati pesantemente colpiti da due fatti simbolicamente drammatici, che sono stati il riflesso di due modalità di terrorismo diverse: 2 agosto 1980, la strage alla stazione; 19 marzo 2002, l’uccisione terribile, sotto l’androne di casa, di un servitore dello Stato straordinario, il professor Marco Biagi», ha detto Casini.
Ma forte è risuonato anche e di nuovo l’appello a desecretare molti atti sulle stragi, e pure in questo caso Bologna è stata tirata in ballo. «Dobbiamo desecretare i documenti che riguardano quelle vicende, a partire dal lodo Moro; solo così si può dare giustizia e verità alla nostra Nazione, troppo spesso vittima di omissioni e verità di comodo», ha detto Massimo Ruspandini (Fdi). Maurizio Gasparri (Fi) già nella scorsa legislatura aveva chiesto la desecretazione di alcuni atti e si è appellato alla presidenza del Senato perché si vada avanti su questa strada. Perché le carte visionate dalla Commissione Moro avevano il vincolo del segreto «poi in realtà ne sono uscite delle interpretazioni su molti giornali ed è quindi un po’ un segreto che è stato ampiamente violato. A quel segreto mi attengo anche in questa occasione». Tuttavia, ha insistito Gasparri, «ci sono interpretazioni importanti della storia recente del terrorismo, della strage di Bologna, per cui ci sono delle sentenze definitive, ma ci sono anche tanti aspetti da chiarire, o del caso di Ustica, un’altra vicenda di terrorismo rimasta per molti versi senza una verità». Dunque dovrebbero muoversi i presidenti di Camera e Senato assieme al presidente della Repubblica per togliere il segreto su atti «che potranno servire nelle sedi giudiziarie o nelle sedi storiche, perché a volte sono le sedi storiche che devono servire a ricostruire una verità». Il pentastellato Primo Di Nicola ha invece puntato il dito sulla incompiuta desecretazione avviata dalla “direttiva Renzi” dato che «attendiamo ancora di conoscere quelle famose verità». —
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