Gazzetta di Reggio

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IL PRIMO GIORNO DI MESSE IN DUOMO 

A ricevere l’eucarestia c’è anche Liliana Cosi «Dal vivo è tutto più bello»

Ambra Prati
A ricevere l’eucarestia c’è anche Liliana Cosi «Dal vivo è tutto più bello»

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REGGIO EMILIA

«Non vedevo l’ora di presenziare alla messa. Sapevo di essere in grazia di Dio (mi hanno insegnato che Dio e la sua volontà coincidono) ma mi mancava assistere al rito. Essere presente di persona è un’altra cosa».

Liliana Cosi, la ballerina fondatrice della Compagnia balletto classico Cosi-Stefanescu di Reggio Emilia, ieri era in prima fila all’esordio della messa “de visu” in Duomo. Di fianco a lei, una suora e un anziano sacerdote in carrozzina con l’accompagnatrice, nella fila dietro l’allenatore di basket Raimondo Vecchi e ancora alcune signore e giovani.

È risultato composito il parterre di reggiani che ieri alle 10.30 (il primo rito si è svolto alle 8.30) ha partecipato al primo giorno di celebrazione eucaristica non più virtuale e a libero accesso.

Sono stati una trentina i fedeli, molto ordinati e rispettosi del distanziamento sociale, che hanno assistito alla ritrovata libertà di culto nella più importante chiesa cittadina, la cattedrale.

Il rito verrà ripetuto ogni giorno nel corso della settimana mentre – per evitare pericolosi assembramenti – sarà su prenotazione la celebrazione domenicale, quando ciascun fedele prenotato avrà un posto numerato e assegnato.

La risposta dei reggiani è stata pronta: i fedeli hanno iniziato ad affluire mezz’ora prima e l’organizzazione dell’accesso non ha lasciato nulla all’improvvisazione.

All’ingresso un cartello, dotato di disinfettante, ha invitato i fedeli a igienizzare le mani e ha ricordato le regole, mentre un addetto – in pettorina arancione e tesserino di riconoscimento, con nominativo e la scritta “Cattedrale Santa Maria Assunta di Reggio Emilia” – ha misurato la temperatura corporea con il termometro digitale, al quale i fedeli si sono sottoposti senza stupore.

All’interno della chiesa, altri sagrestani-steward hanno vigilato sull’afflusso, silente, ordinato e sicuro grazie soprattutto agli inginocchiatoi di legno sostituiti da più funzionali sedie di acciaio posizionate in file a una distanza di sicurezza di oltre un metro.

La prima cerimonia post-Covid è stata officiata da don Gianni Manfredini e concelebrata da monsignor Gianfranco Gazzotti e monsignor Alberto Nicelli; tutti con la mascherina pure sull’altare, tolta solo durante l’omelia per rendere intelligibile il discorso. «Finalmente viene esaudito il desiderio di tante persone di celebrare l’eucarestia – ha esordito don Manfredini – Ringraziamo il Signore di essere qui. Ringraziamo il Signore affinché l’uscita dalla crisi possa andare bene. Ringraziamo il Signore per Papa Francesco, che ieri ha commemorato Papa Wojtyla nel centenario della nascita. Grazie e al contempo perdono perché in questi mesi di inattività potevamo usare meglio il nostro tempo». —

Ambra Prati

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