Cannabis, l’attività apre ma solo con consegne a casa
Il rimedio escogitato dal titolare dopo lo stop del Comune al negozio di via Jesi Ma la battaglia legale non è finita: «Se non si trova un accordo, andiamo avanti»
CORREGGIO
Avrebbe dovuto inaugurare ieri, con la riapertura di tutti gli esercizi commerciale; invece un’ordinanza del Comune ha proibito a un’attività come la sua di aprire in quel punto: troppo vicino a una scuola. Ma la rivendita di prodotti a base di cannabis del reggiolese Massimilano Veronesi in qualche modo è riuscita comunque a partire: fa consegne a domicilio. Il Cannabis Light District dunque è operativo, anche se non per le vendite frontali. «E tutti quelli che mi hanno sostenuto, continuano a farlo. Le cose sono iniziate bene» confida Veronesi.
LA BATTAGLIA
La battaglia per i locali di via Jesi, però, è tutt’altro che finita. Veronesi si è messo nelle mani di un avvocato. Una lettera, spiega, è già partita all’indirizzo di un municipio. «E se un accordo amichevole non si trova, andiamo avanti» assicura.
Il punto riguarda il fatto che ha investito tutti i suoi soldi per l’allestimento della nuova attività, affittando e arredando i locali di via Jesi. Dove, però, a una decina di giorni dall’inaugurazione un’ordinanza comunale ha di fatto impedito l’apertura: il problema sta nella strettissima davvero vicinanza al Convitto Corso. Tale che aveva fatto sollevare gli scudi a famiglie e istituto scolastico, proteste che hanno trovato d’accordo l’amministrazione comunale con il sindaco Ilenia Malavasi. E le due parti si sono trovate su due posizioni contrapposte: da una parte l’esercente che sostiene di aver avuto un primo via libera, poi stoppato quando le cose erano già fatte e lui si era già esposto economicamente, dall’altra il Comune che nega che gli uffici preposti abbiano mai dato l’ok all’attività.
IL NODO
Veronesi sostiene che se gli fosse stata fatta presente prima la problematica della scuola troppo vicina non avrebbe avuto problemi a scegliere un’altra collazione, ma che il ritardo di questa presa di posizione del Comune con l’ordinanza lo ha messo in forte difficoltà.
In attesa che la diatriba sfoci in un accordo, o in una causa, la vendita di prodotti a base di Cannabis – così come previsto dalla normativa – da parte di Massimiliano Veronesi con il suo negozio, virtuale per ora, in franchising è partita. On line, e non dalle vetrine di via Jesi dove di certo non potrà mai partire. Resta infatti certo che se vorrà aprire al pubblico lo dovrà fare da un’altra parte. —
El.Pe.
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