Gazzetta di Reggio

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Il progetto “ISPIRATI DALLA POESIA” 

Gli studenti del “Chierici” regalano parole e colori al disegnatore Scarabottolo

Gli studenti del “Chierici” regalano parole e colori al disegnatore Scarabottolo

I ragazzi della IID hanno scritto una lettera alle poetesse Szymborska e Merini per poi illustrarla: domani mattina l’incontro da remoto con il celebre artista 

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REGGIO EMILIA

«A volte mi chiedo come possa il sole brillare così tanto, mentre dentro di me tutto piove. Al momento sta piovendo fuori e dentro, forse è per questo che sto scrivendo parole tristi». Petali di fiori di poesia, di una ragazza della IID del liceo artistico Chierici, che ha scritto come i compagni una lettera immaginaria alla poetessa polacca, Nobel per la poesia, Wislawa Szymborska poi l’ha illustrata con un disegno, che sboccia di colori profumati, per il progetto “Ispirati dalla poesia”. Ora la classe condivide brani e disegni col noto illustratore, Guido Scarabottolo, che incontra gli studenti domani mattina, alle 10, da remoto.

La classe conosce Scarabottolo attraverso le sue illustrazioni per la raccolta della poetessa polacca “La prima frase è la più importante”. Il dirigente, Daniele Corzani afferma: «Dal disagio cui siamo obbligati possono nascere occasioni importanti di crescita. I nostri giovani studenti, in giorni colmi di profonda tristezza, si dedicano con entusiasmo all'esercizio terapeutico dell'arte.

La II D coordinata dalle docenti Carmen Pia Cennerazzo (lettere) e Savina Lombardo (ari figurative), su idea di Paola Panciroli, ha operato per sconfiggere i bui tempi del Covid 19. I ragazzi hanno espresso briciole di vita che diventano Storia e si animano di disegni colorati e gioiosi che addestrano gli adulti a riscoprire la speranza dentro se stessi. Partendo da Wislawa Szymborska e Alda Merini, effettuando una ricerca sulla piattaforma Europeana, hanno scelto poesie, illustrandone una con una tavola pittorica poi hanno effettuato una lettura espressiva di condivisione. Carmen Cennerazzo spiega: «L’arte e la poesia hanno aiutato gli studenti e noi a guardare la quotidianità in modo creativo, seppur lontano da amici, dagli abituali spazi di studio o di lavoro, di divertimento, di sport».

Con le loro lettere, parlano i ragazzi: «Siamo circa all’ottantesimo giorno di quarantena, sì, ho tenuto il conto, e il mondo mi manca. La mia camera da letto è diventata la mia scuola, la mia piazza, la mia città. È diventata le serate al cinema, i giri in bici per il centro, le vacanze al mare a casa di mia nonna. Le pareti diventano sempre più strette e sembra quasi di soffocare…». Ecco un altro petalo: « In questa attività, ho scelto la poesia “Il gatto in un appartamento vuoto”. La tematica mi ha ricordato un po’ la nostra situazione: è più di due mesi che la popolazione è rinchiusa in casa, aspettando che il problema del virus si risolva e credo che tutti si sentano, in un certo senso, abbandonati. Tutti ci sentiamo un po’ come quel gatto nell’appartamento vuoto che aspetta il ritorno del padrone, “su zampette molto offese”». Nelle settimane di formazione a distanza i docenti hanno cercato, attraverso le video lezioni, di accorciare le distanze sperimentando nuove modalità di apprendimento. Ogni studente ha registrato la lettura espressiva della poesia e ha condiviso con compagni e docenti l'audio sulla piattaforma Padlet. I ragazzi salutano con un ultimo petalo: «Ho scelto “Conversazione con una pietra” che mi ha permesso dii creare un'immagine semplice e comunicativa… poi dovevo ricreare un’opera d’arte famosa. Per realizzare lo scatto ho coinvolto i miei genitori. Vedere i lavori degli altri nel complesso non è stato poi così male, anche se inizialmente l’idea non mi andava molto a genio. Rimanere in contatto in questo modo nuovo con la classe è sicuramente complesso, ma tramite questo progetto è stato più piacevole e creativo». —

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