Hascisc, tutela antivirus per il giovane gambiano
REGGIO EMILIA
Tutta una serie di chiarimenti, in aula, hanno portato ieri mattina il giudice Chiara Alberti ad applicare una misura cautelare che tenga conto dell’emergenza sanitaria.
Il caso è quello del gambiano 21enne Sow Sanna che sabato pomeriggio è stato arrestato dai carabinieri per spaccio di hascisc nell’area della stazione. Al di là del vero cognome (fasullo Sana, in realtà Sanna), il giovane africano non è senza fissa dimora (ha una casa, quindi non vive abusivamente nei capannoni dismessi delle Reggiane) e ha in corso una richiesta d’asilo politico, inoltre lavora in campagna. Una volta convalidato l’arresto, per lui il pm Isabella Chiesi ha chiesto il divieto di dimora nella nostra provincia. Misura a cui si è opposto l’avvocato difensore Franco Beretti: «Siamo in piena emergenza sanitaria – la replica del legale – e non si può mandare allo sbaraglio una persona in un’altra provincia. La salute va tutelata, come prevede la Costituzione, quindi va emessa un’ordinanza che tenga conto del rischio legato al Covid, come già avvenuto in altri tribunali». Tesi difensiva accolta dal giudice che ha applicato a Sanna l’obbligo di firma due volte al giorno. In precedenza il gambiano si è avvalso della facoltà di non rispondere. Sarà processato a metà giugno. —
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