Indetto lo sciopero telematico dall’istituto Figlie di Gesù
Oggi e domani in segno di protesta saranno sospese le lezioni a distanza San Vincenzo e liceo Iess condividono la mobilitazione ma non si fermano
REGGIO EMILIA
Si fa sentire anche a Reggio la protesta delle scuole private paritarie per l’esclusione dai finanziamenti previsti dal decreto “Rilancio per la sanificazione e la messa in sicurezza degli edifici scolastici” in previsione della riapertura agli alunni. Il governo ha stanziato a questo scopo un miliardo e mezzo, ma ne beneficiano solamente gli istituti statali, a parte gli 80 milioni destinati alle scuole materne paritarie per coprire parzialmente la riduzione delle rette a carico delle famiglie. La richiesta di un più sostanzioso contributo viene sostenuta oggi e domani con uno sciopero telematico, la sospensione per due giorni delle lezioni a distanza che da più di due mesi sostituiscono l'attività didattica in presenza. In città, però, sospende i collegamenti on line soltanto l’istituto Figlie di Gesù, mentre il San Vincenzo de' Paoli e il liceo linguistico Iess li mantengono pur condividendo gli obiettivi della mobilitazione, a cui aderiscono in altra maniera. «Le scuole paritarie – denuncia suor Ersilia, la superiora delle Figlie di Gesù – sono state ignorate. Ci spettano solo le briciole. Le associazioni a cui aderiamo, Usmi e Cism, hanno presentato al governo le nostre richieste, ma non siamo stati neppure nominati. A nome dei bambini e delle famiglie chiediamo giustizia, poiché assicuriamo quel diritto allo studio che altrimenti lo stato dovrà garantire con molto più denaro, se le nostre scuole saranno costrette a chiudere». Le fa eco Francesca Salami, madre di due bambini iscritti: «Noi genitori ci uniamo in coro alla protesta per solidarietà con la scuola che da marzo ci ha ridotto le rette mensili del 30 o 40%. Le nostre suore svolgono una missione educatrice dietro compensi che coprono appena le spese». «Non scioperiamo – spiega Luciano Bonacini dirigente del San Vincenzo – per rispettare gli impegni assunti con i genitori, ma ci prodighiamo affinchè il decreto sia emendato almeno secondo la proposta della Fidae, la federazione delle scuole cattoliche, che chiede di anticipare il contributo di 500 milioni solitamente erogato alla fine dell'anno solare. Ho preso contatti a tal fine con i parlamentari reggiani Graziano Derio e Benedetta Fiorini. Mi sono rivolto anche alla Regione tramite la consigliera Stefania Bondavalli. Giammaria Manghi, sottosegretario alla presidenza, ha prospettato l’erogazione di tre milioni di euro. Alla San Vincenzo ne spetterebbero 50mila». Anche l'istituto San Vincenzo ha ridotto le rette mensili da versare per dieci mesi all'anno, che sono di 200 euro per la scuola dell'infanzia, 212 per la primaria e 260 per la media inferiore. Le ha tagliate del 25% per il mese di marzo, del 40% per aprile e del 50% per maggio, mentre per giugno chiederà solamente 50 euro. Non sono diminuite però, le spese per il personale, formato ormai interamente da laici.
«Per questi mesi di chiusura delle aule – riferisce Bonacini – gli insegnanti hanno diritto al fondo di integrazione salariale, che copre l’80% dello stipendio. Noi abbiamo anticipato il 100%. Inoltre ci procureremo divisorie di plexiglass, erogatori di liquido igienizzante, mascherine e guanti. Dovremo appaltare a una ditta la sanificazione dei locali. Prevediamo fino ad agosto un esborso di 200mila euro, che abbiamo chiesto in prestito alla banca».
Il San Vincenzo impiega una sessantina di persone: sette insegnanti nella scuola materna, dodici nella media e trenta nella primaria, oltre a dieci non insegnanti. Ha competenza sul Sant'Orsola di Guastalla, che conta trenta dipendenti. —
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