«Pensavamo già di chiudere il Covid è stata la goccia finale»
REGGIO EMILIA
“Liquidazione totale per cessata attività fino al 6 giugno”. Questo il cartello appeso a “L’albero Azzurro” di via Farini 2/a, preso d’assalto da genitori e nonni in fila per accaparrarsi gli ultimi abiti scontatissimi per il pargolo.
“L’Albero Azzurro” è un negozio di abbigliamento per bambini che da 25 anni («sarebbero stati 26 a settembre”», grazie a marche pregiate quali Petit Bateau e Schiesser, è stato un punto di riferimento (soprattutto per intimo, pigiameria e calzature per la casa) per diverse generazioni di piccoli reggiani diventati adulti.
«Negli anni abbiamo avuto le nostre soddisfazioni, ci sono venute a trovare bambine nostre clienti che abbiamo visto crescere e ora si sono laureate», commentano le due socie. La chiusura, hanno spiegato le titolari, era già nell’aria prima dell’emergenza Covid-19, che senz’altro è stata la goccia la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
«La scelta non è dettata da motivi personali ma da motivi prettamente economici. A me mancano tre anni alla pensione, figuriamoci se non avrei preferito continuare e arrivare a quel traguardo», commenta una delle due. «Da parte nostra possiamo dire che l’impegno è il medesimo (siamo qui dalla mattina alla sera e spesso abbiamo sacrificato la famiglia) ma il guadagno continua a calare: semplicemente non ne vale più la pena».
Secondo le titolari non sarà unica serranda storica che si abbasserà per sempre. «Purtroppo non c’è bisogno di ricordare le difficoltà delle attività del centro storico, sono note a tutti. In questa fase è prematuro, tutti hanno voglia di ripartire e gli effetti si vedranno tra qualche mese. È facile prevedere che altri, come noi, decideranno di chiudere». —
Am.P.
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