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Per la questione dei confini oggi un incontro con la prefetta

C.O.
Per la questione dei confini oggi un incontro con la prefetta

Al momento è ancora vietato raggiungere i congiunti nei paesi mantovani Verona: «Problema sentito da tanti cittadini ma sul quale c’è molta confusione»

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«Il problema è serio, e tanti cittadini mi hanno scritto personalmente chiedendo di poter andare oltreconfine, nella provincia di Mantova, per andare a trovare i loro parenti o per portare i figli dai nonni, ora che le attività e gli uffici sono di nuovo aperti. Ma la situazione è ancora confusa».

Un bel problema, per Camilla Verona, sindaco di Guastalla e presidente dell’Unione, quello del divieto, almeno fino al 3 giugno, degli sconfinamenti tra regioni. «Un divieto – dice – che rende la vita più difficile a tanti nostri cittadini».

Per quanto concerne Guastalla, i Comuni confinanti ma fuori regione, con i quali, per il momento, i viaggi sono interrotti, sono solo due: Dosolo e Pomponesco. Ma i cittadini del territorio di Guastalla che hanno congiunti dall’altra parte sono comunque parecchi.

«Il problema– spiega Verona – è che il prefetto di Mantova, autorità alla quale spetta il compito di dare il via libera, ha messo nero su bianco, in una lettera, l’autorizzazione a oltrepassare i confini regionali, entrando in Emilia Romagna, oltreché nei casi previsti dal decreto della presidenza del Consiglio (lavoro, salute, impegni imprescindibili) anche quelli che riguardano i genitori di ragazzi con parenti nell’altra regione. La prefetta di Reggio Emilia, al contrario, non ha dato indicazioni scritte ma solo verbali, e il rischio di essere fermati, multati o rimandati indietro c’è». Per questo motivo la sindaca di Guastalla, fino a questo momento, ha dato risposte molto caute a chi le chiedeva di poter oltrepassare i confini regionali in sicurezza.

La situazione però potrebbe sbloccarsi o farsi più chiara già a partire da oggi. «È stato fissato appunto per domani (oggi per chi legge, ndr) l’incontro settimanale dei sindaci della provincia di Reggio con la prefetta Maria Forte – spiega Camilla Verona – e verrà affrontato anche questo problema».

Una iniziativa è stata presa dai 19 sindaci del Consorzio Oltrepò mantovano, che nei giorni scorsi hanno scritto in una lettera indirizzata al premier Giusppe Conte, ai ministri competenti e a tutti i rappresentanti politici mantovani in Regione e in Parlamento chiedendo appunto che fosse risolta la questione. «Da sempre – hanno scritto i sindaci – le nostre famiglie sono composte da persone con origini nelle diverse Regioni, ancora oggi i nostri affetti più cari sono divisi. Ci sono migliaia di nostri concittadini che si spostano su questi territori, ma da circa due mesi e mezzo si sono interrotte le visite tra congiunti, molti figli non hanno più potuto vedere i propri genitori, molti fidanzati non si sono più incontrati, molti nipoti non hanno più potuto far visita ai loro nonni». E se il decreto del 26 aprile ha dato il via libera, a partre dal 4 maggio, agli incontri tra congiuti nella stessa regione, li continua a vietare tra parenti che vivono in regioni diverse. «Crediamo – concludono i sindaci mantovani – che il diritto di far visita ai propri congiunti sancito dal decreto sia un diritto almeno di tutti quei cittadini che si trovano in un raggio di qualche decina di chilometri anche se in regioni diverse, poiché questo non determinerebbe nessun rischio aggiuntivo sull’evoluzione epidemiologica rispetto a quanto consentito dalle norme attuali». Vediamo oggi cosa accadrà. —

C.O.

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