Un esercito di occhi elettronici vigila giorno e notte sulla città
Il sistema di telecamere comunale è interconnesso con tutte le forze dell’ordine Per garantire la privacy i filmati registrati vengono distrutti dopo una settimana
REGGIO EMILIA
Gli occhi elettronici, invisi ai delinquenti e agli automobilisti indisciplinati, vigilano sulla città per identificare i responsabili di furti, rapine e aggressioni e per sanzionare chi viola la zona a traffico limitato, non si ferma di fronte al semaforo rosso o supera i limiti di velocità. Registrano una massa enorme di dati preziosi per garantire la sicurezza, ma suscettibili di invadere la sfera privata dei cittadini violandone il diritto alla riservatezza.
Per prevenire gli eventuali abusi nel loro trattamento l’Unione Europea ha emanato nel 2016 il Regolamento 679 relativo alla protezione dei dati personali e alle modalità della loro trasmissione e utilizzazione, che è entrato in vigore il 25 maggio 2018. La Giunta comunale vi si è adeguata approvando lo scorso 7 maggio le “Linee guida operative e procedure interne per la gestione degli impianti di videosorveglianza”.
Si tratta di un sistema di telecamere modulare, interconnesso con le forze dell’ordine, che controlla alcuni fabbricati pubblici e le zone della città maggiormente esposte ad azioni delittuose, oltre a rilevare le infrazioni al codice della strada. Si articola in cinque rami: il sistema di videosorveglianza cittadina, il sistema di rilevamento targhe in tecnologia Ocr (riconoscimento ottico dei caratteri), il sistema di videosorveglianza interna, gli impianti per il rilevamento di infrazioni semaforiche e gli autovelox per il rilevamento della velocità. I dispositivi di videosorveglianza sono gestiti insieme alle forze dell’ordine e sono collegati al sistema centralizzato nazionale targhe e transiti (Scntt) sulla base dell’accordo firmato il 28 febbraio 2019 da sindaco, questore, prefetto e comandante provinciale dei carabinieri.
Le riprese delle telecamere sono inviate tramite collegamento in fibra dedicata ai server presenti presso il Servizio gestione tecnologie e sistemi informativi del Comune. Nel Comando dei carabinieri, nel commissariato della polizia di Stato e nel comando della polizia locale sono disponibili terminali tramite i quali è possibile visualizzare le immagini in modalità “live” ed accedere alle registrazioni in autonomia.
I dati personali registrati dagli impianti di videosorveglianza sono conservati per non più di sette giorni. Quindi vengono cancellati automaticamente.
La conservazione per un periodo di tempo superiore è ammessa solo su richiesta dell’autorità giudiziaria o di polizia giudiziaria in relazione a un’attività investigativa in corso. Altrimenti la conservazione dei dati personali per più di sette giorni è subordinata ad una verifica preliminare del garante per la protezione dei dati personali. Le telecamere possono essere utilizzate variando l’orientamento dell’angolo visuale per controllare i luoghi pubblici, non le proprietà private. La loro collocazione è segnalata con cartelli.
La comunicazione dei dati personali a soggetti pubblici è in ogni caso fatta salva per finalità di difesa o di sicurezza dello Stato o di prevenzione, accertamento o repressione di reati.
L’interessato ha diritto, presentando apposita domanda, di accedere ai dati personali, di ottenere la loro cancellazione o la limitazione del trattamento, di opporsi al trattamento stesso e di proporre reclamo al Garante. —
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