Chi ha già pagato la distesa può chiedere il rimborso
REGGIO EMILIA
«L’amministrazione comunale di Reggio Emilia, oltre ad attuare le norme sovraordinate in materia di Cosap, ha messo in campo di propria iniziativa ulteriori esenzioni e agevolazioni a sostegno delle attività e degli esercizi più colpiti, sul piano economico e lavorativo, dalla pandemia. Parlano i fatti». È questo l’incipit della precisazione sull’esenzione del canone Cosap offerta dall’assessore al Commercio Francesca Sidoli. Materia calda in questi giorni e che fa parte di provvedimenti sia da parte del Governo sia da parte dei Comuni. «Gli esercenti, al momento della domanda di occupazione di suolo pubblico, hanno la possibilità di scegliere tra il versamento in un’unica soluzione dell’ammontare complessivo, al momento del rilascio della concessione oppure, nel caso di importo superiore a 200 euro, si dà l’opportunità di rateizzare in quattro rate – spiega Sidoli – Per questi motivi, per agevolare e sostenere le attività economiche, il 24 aprile scorso è stata approvata una delibera consigliare, nella quale si è previsto il differimento delle rate. Tale soluzione ci ha permesso di sospendere la “‘bollettazione”’ di aprile – nelle more delle decisioni governative, che sono giunte la settimana scorsa e che permetteranno l’esenzione fino al 31 ottobre prossimo – e la possibilità di restituzione di eventuali canoni Cosap già corrisposti e percepiti dall’amministrazione comunale di Reggio, relativi al periodo dall’11 marzo 2020 alla data di fine sospensione delle attività».
La richiesta di restituzione deve avvenire quindi «su istanza di parte, con una semplice richiesta via mail agli uffici comunali di competenza». Una spiegazione offerta anche al titolare del Caffè Farini di Reggio, che intervistato dalla Gazzetta aveva infatti affermato di essersi preso per tempo e di aver già pagato il Cosap a gennaio. «Al pari di altri potrà ovviamente, e se lo riterrà, presentare la propria richiesta al pari di altri» risponde Sidoli.
Per quanto riguarda il tema delle estensioni delle distese, è evidente che vi siano zone del centro storico che permettono più facilmente agli esercizi di posizionare più tavoli, mentre in altre zone si hanno difficoltà per la conformazione toponomastica e la necessità di dover convivere con altri negozi o permettere il passaggio di pedoni, biciclette, carrozzine, vari mezzi. «Il titolare della concessione, al momento della richiesta, deve specificare la proposta di estensione che verrà valutata dall’ufficio, nel caso concreto, cercando la miglior soluzione possibile. Il ripensamento degli spazi pubblici, svolto assieme alla collega assessora alla Mobilità sostenibile, Carlotta Bonvicini, risponde proprio a questa esigenza di trovare nuove dimensioni che possano sostenere la categoria vessata dalla chiusura forzata e allo stesso tempo rendere il centro storico un contesto urbano sempre più a misura di tutti». —
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