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Sant'Ilario, voci su un invalido con il Coronavirus: licenziato dall'azienda

Sant'Ilario, voci su un invalido con il Coronavirus: licenziato dall'azienda

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SANT'ILARIO D'ENZA  «Licenziato per un pettegolezzo secondo cui avrebbe il Coronavirus». È la denuncia della Cgil di Reggio Emilia nei confronti della Bibo Italia Spa, azienda con base a Settimo Torinese e che ha una succursale a Sant'Ilario d'Enza, nel Reggiano, specializzata nella produzione di bicchieri per la distribuzione automatica.

Vittima della vicenda, secondo il sindacato, è un dipendente di origini campane sulla cinquantina, invalido civile al 75% e assunto come collocamento mirato dalla ditta. Tutto risale a due settimane fa quando il lavoratore è stato «sospeso fino a quando non potrà dimostrare di non aver contratto il Covid-19», spiega Rudi Zaniboni, segretario Filctem Cgil Reggio Emilia.

Il dipendente ha poi «portato un certificato medico che attesta il suo stato di salute, ma gli viene consegnata ugualmente la lettera di licenziamento». Dopo due settimane di trattative con l'azienda, la situazione non si è sbloccata. E la Camera del Lavoro ha deciso di raccontare la storia tramite un duro comunicato stampa. Inoltre è stato indetto uno «sciopero che per il momento si limiterà a tre ore, i cui primi 90 minuti si terranno venerdì, per manifestare preoccupazione e contrarietà verso questi metodi decisionali».

L'azienda, interpellata, ha riferito dalla Gazzetta che il lavoratore "è stato licenziato motivi disciplinari legati a un procuratore allarme", perché lo stesso, "per scherzo", aveva riferito ai colleghi di essere stato contagiato in precedenza dal Covid, fatto poi risultato non vero.

«Si tratta di una persona fragile, unica fonte di eddito per la sua famiglia con moglie e due figli a carico - continua Zaniboni - nonostante sia stato previsto un blocco cautelativo dei licenziamenti per impedire avventate scelte aziendali dettate dall'emotività, la Bibo non ha avuto scrupoli. Invitiamo a ritirare il licenziamento. Non vorremmo che dietro ci fosse l'intento di provocare una situazione di conflitto nello stabilimento per avere il pretesto di fare altro in futuro».

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