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spostamenti TRA EMILIA E LOMBARDIA 

Visite ai congiunti: tutto fermo ma per i figli dai nonni, si può

Miriam Figliuolo
Visite ai congiunti: tutto fermo ma per i figli dai nonni, si può

Se i genitori lavorano, è possibile. Chiarimenti dopo l’incontro sindaci-prefetto Verona: «Manca l’accordo tra le due regioni». Meglio avere l’autocertificazione

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guastalla

Riguardo agli spostamenti tra regioni confinanti, in questo nuovo periodo di Fase 2 bis, le notizie non sono proprio tutte negative, se è vero, come pare assodato parlando con i primi cittadini di Guastalla e Reggiolo, che, per esempio, portare i bambini dai nonni o altri parenti per l’accudimento è consentito nel caso entrambi i genitori siano lavoratori. Qualche dubbio ancora permane sulla necessità, in questi casi, dell’autocertificazione, che invece non viene più richiesta dal nuovo decreto per gli spostamenti tra Comuni della stessa regione.

Anche prima dell’ultimo decreto del 16 maggio questo genere di spostamenti per l’accudimento dei figli minori era considerato un motivo di necessità/urgenza sempre comprovando che entrambi i genitori fossero lavoratori, e con la dovuta autocertificazione. Resta invece il divieto, anche dopo l’ultimo incontro di ieri dei sindaci con la prefetta di Reggio Emilia, Maria Grazie Forte, dello sconfinamento per le visite a congiunti (che non siano dettate da stato di urgenza o necessità).

«Riguardo gli spostamenti da e per la Lombardia – ha spiegato ieri la sindaca Verona al termine dell’incontro – al momento il governatore lombardo Attilio Fontana non farà accordi con il collega emiliano Stefano Bonaccini. Quindi, in merito agli sconfinamenti per visite ai congiunti, tutto rimane fermo e ne prendiamo atto». Sulle disposizioni prefettizie: «Il documento del prefetto di Mantova (che non faceva altro che ribadire i divieti con le sole deroghe per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza e salute, compresi gli accompagnamenti dei minori per accudimento da parte di genitori lavoratori, ndr) è stato superato dal nuovo decreto. Solo un accordo a monte tra le Regioni può consentire successivi accordi tra i Comuni e poi il benestare delle prefetture».

Tuttavia, sia per Verona che per il sindaco di Reggiolo, Roberto Angeli, rimangono possibili gli spostamenti interregionali per motivi di lavoro, salute ed estrema urgenza, compresi l’accudimento a famigliari anziani e disabili, quindi anche portare i bambini non solo dai nonni, ma da parenti in genere, come zii, cugini eccetera. Purché, ribadiscono, i genitori siano entrambi lavorano.

E l’autocertificazione non sarà più necessaria? «In teoria sì. Per questo caso però non saprei...», risponde Angeli, a testimoniare che, ancora, una certa confusione persiste. Tuttavia, nell’indecisione, continuare a dotarsi di autocertificazione sarebbe forse il male minore.

Gli spostamenti che interessano Guastalla sono in particolare quelli con Dosolo e Pomponesco; per Reggiolo, con Gonzaga e Moglia. Anche Angeli, in merito a quelli per visite ai congiunti non dovute a urgenze, conferma: «Reggiolo, come anche i Comuni lombardi a noi confinanti, sono pronti, ma purtroppo dobbiamo aspettare una regolamentazione della regione Lombardia per questa possibilità». —

Miriam Figliuolo

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