Bus lumaca in corteo Protesta della Cna contro lo stop dei pullman turistici
Stamani il ritrovo dei manifestanti in piazzale Azzurri d’Italia Montemerli (responsabile Fita): «Un settore paralizzato»
REGGIO EMILIA
Bus lumaca lungo le vie della città, per puntare i riflettori su un settore – quello del trasporto persone – «che è bloccato da febbraio e che, più degli altri comparti, non vede la luce della ripresa, anzi rischia di essere spazzato via dal Covid-19». È questa la manifestazione pacifica organizzata per questa mattina da Fita-Cna. Il ritrovo dei pullman (tra i 20 e i 25 mezzi), nel rispetto del distanziamento previsto dalla legge, avverrà dalle 9.45 alle 10.20 in piazzale Azzurri d’Italia, di fronte al Mapei Stadium. Il corteo prenderà il via alle 10.30 e proseguirà fino alle 12.30 lungo il seguente percorso: da piazzale Azzurri d’Italia a via Duo, viale Regina Margherita, via Makallè, viale Isonzo (circonvallazione onda verde) fino a piazza Duca d’Aosta. Qui cinque pullman entreranno in centro storico percorrendo via Emilia Santo Stefano, piazza Del Monte, via Emilia San Pietro e piazza Tricolore. Il resto del corteo proseguirà sull’onda verde per ricongiungersi in piazza Tricolore, prima della dispersione sulla via Emilia in direzione Modena.
La protesta vedrà l’utilizzo dei clacson come strumento acustico di segnalazione e le ragioni saranno illustrate in cartelli appesi ai pullman dei titolari d’impresa.
Oltre agli imprenditori e ai loro dipendenti interverranno i vertici di Cna: Azio Sezzi, direttore generale Cna, Sante Zambelli, presidente Cna-Fita Reggio Emilia e Paolo Gaspari, portavoce Cna Trasporto persone.
Per trasporto persone si intende taxi, Ncc e pullman turistici, ma di fatto a scendere in piazza oggi per la sopravvivenza saranno unicamente i pullman turistici, quelli che in questa pandemia sono in un limbo e «non hanno alcun elemento di certezza rispetto alla ripresa delle attività – ha spiegato Nilde Montemerli, responsabile Fita-Cna –. Nonostante, secondo il Codice Ateco, il settore in teoria non si sarebbe mai fermato, lo stop di gite scolastiche, tornei sportivi e viaggi ha di fatto paralizzato il lavoro né si sa quando si potrà ripartire: si ipotizza il 2021, viste le prospettive per quest’anno».
Un settore, ha proseguito Montemerli, dimenticato nei decreti ministeriali, dove non compare se non sotto la voce generica di turismo, anch’esso bloccato fino al 2 giugno.
L’incognita più imminente è quella di un “buco” nella Cigo. «I dipendenti del settore sono in cassa integrazione fino a metà giugno: l’ultimo decreto ventila l’aggiunta di quattro settimane, ma ancora non è chiaro se nel turismo sono ricompresi i pullman. In caso contrario accadrà che a metà giugno, finita la cassa integrazione Covid, l’azienda di trasporto persone non potrà licenziare (come da norma apposita) ma non avrà lavoro e nemmeno avrà la liquidità per pagare il personale, con un fatturato a zero».
Se scuola e sport non sono recuperabili e non si muoveranno se non a fine anno, come sopravviveranno imprese – come Fontana Viaggi, Gaspari, Val d’Enza Tour, G.a.m., una ventina quelle iscritte a Fita-Cna – «che a Reggio sono storiche, sane, ben strutturate e hanno sempre investito? Adesso queste ditte si ritrovano con pullman nuovi, pagati 200mila euro, diventati invendibili. Alla sfilata dei bus-lumaca abbiamo concordato con la questura di portare non più di 25 mezzi su un totale di 150, ma il fatto che abbiano voluto partecipare gli autisti, capitale umano importante e con una certa responsabilità, è emblematico». Da qui le richieste dell’associazione di categoria. «Oltre al prosieguo della cassa integrazione per i dipendenti, servono risorse a fondo perduto dedicate a questo ramo settoriale specifico e la possibilità di affiancare i bus di linea integrando il trasporto pubblico locale». Richiesta già avanzata da tempo a livello nazionale che è caduta nel vuoto. —
AMBRA PRATI
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