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viano, IL RICORDO DEGLI EX ALUNNI 

La maestra con la vocazione la storia di Antonietta Leurini

Luciano Salsi
La maestra con la vocazione la storia di Antonietta Leurini

Negli anni Trenta si è dedicata alla formazione di pluriclassi anche di 53 ragazzi Con una dispensa di papa Pio XII lasciò la clausura per amore dell’insegnamento

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VIANO

Una fotografia del 1933 ritrae una pluriclasse della scuola elementare di VianoCorte con 53 alunni affidati alla maestra (l’unica) Antonietta Leurini. È l’immagine di un piccolo mondo antico povero di denaro e ricco di prole. Proviene dall’archivio familiare di Ercole Leurini, la cui madre era parente di quell’insegnante stimatissima, che istruì generazioni di vianesi e, alla fine degli anni Sessanta, ricevette la medaglia d’oro dal ministero della Pubblica Istruzione. Tanti suoi ex alunni la ricordano ancora con affetto.

Si può dire senza retorica che per lei l’insegnamento era una missione cui aveva consacrato la vita. Si era diplomata giovanissima, a 16 anni, a Bologna. Frequentò anche il corso universitario di Pedagogia, prima di ritornare a Viano per intraprendere l’insegnamento.

Pochi anni dopo, però, lasciò la cattedra per entrare in un convento di clausura. La sua famiglia soffriva per la separazione. Lei aveva due sorelle, Monica e Clarice, anch’esse maestre, che compaiono in secondo piano in un’altra fotografia accanto a lei ed ai nipoti del fratello Egardo, ufficiale di carriera. La più giovane, Clarice, le era molto legata e andò in crisi. Antonietta, quindi, chiese e ottenne dal papa Pio XII una dispensa speciale che le consentì di ritornare a casa e rioccupare il suo posto di maestra a Viano. Non per questo le venne meno la vocazione religiosa. La trasferì sul piano educativo e didattico rinunciando al matrimonio per dedicarsi completamente a quella scuola traboccante di alunni distribuiti fra i plessi allora esistenti nelle singole borgate. Era una scuola fatta di aule sovraffollate, più del doppio delle attuali “classi pollaio”.

I bambini le raggiungevano a piedi, percorrendo anche diversi chilometri, coperti dai grembiuli neri che nascondevano le differenze sociali. Nella foto del 1933 sono ritratti quelli appartenenti a tutte le famiglie di Viano, che si chiamavano Corti (a Corte era nato nel 1729 lo scienziato Bonaventura Corti), Armani, Leurini, Severi, Rossi, Panini, Violi, Sassi, Ferri, Grassi, Spadoni, Ghidoni, Sforacchi e Ferrari. Tanti altri volti di concittadini si riconoscono nelle circa duemila fotografie, scattate in gran parte dai fotografi Lazzaretti e Fantuzzi, che Ercole Leurini ha raccolto assieme al figlio Cristiano. Un certo numero si riferisce ai due rami della famiglia di Antonietta, i Leurini di Ca’ de’ Pralti e del castello di Viano. La maestra aveva anche un fratello medico, allievo a Bologna di Augusto Murri, che morì asfissiato durante la Grande Guerra per essersi tolto la maschera antigas allo scopo di soccorrere i suoi soldati. —

Luciano Salsi

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