«Stupiti spettatori della vicenda ma disponibili a collaborare»
Una lettera del gruppo del “San Giovanni Bosco”. «Non sono riferibili a noi gli eventi che hanno dato origine a questa situazione»
GUASTALLA
Frutto probabilmente di un incontro serale, i volontari del circolo Anspi “San Giovanni Bosco” dell’oratorio di Pieve di Guastalla, come era stato ventilato in precedenza, hanno concordato di affidare la loro replica a un comunicato nel quale esprimono rammarico per quanto emerso dalla missiva con cui il vescovo Massimo Camisasca ha sospeso le attività ludiche e ricreative del circolo stesso. I volontari respingono le accuse di «poca chiarezza e scarsa trasparenza»; si dicono disponibili al dialogo e a fornire tutta la documentazione relativa alle attività da loro organizzate per fugare ogni dubbio agli uffici della Curia. Resta però una domanda: a chi è indirizzato, allora, il monito del vescovo su presunte gestioni di attività ludiche non chiare e poco trasparenti?
I volontari del circolo Anspi dell’oratorio di Pieve indirizzano la loro risposta al vescovo monsignor Massimo Camisasca e, per conoscenza, anche a don Nildo Rossi, parroco di Guastalla, e ai suoi confratelli, all’équipe pastorale di Guastalla e all’Unità pastorale “Beata Vergine della Porta” di Guastalla. «Con amaro stato d’animo – affermano – vogliamo prendere parte nella discussione iniziata da qualche settimana per respingere una ricostruzione dei fatti fuorviante, che sembra attaccare il nostro modo di operare all’interno della Comunità e per la Comunità – si legge nella missiva –. Per quanto ci riguarda, non sono a noi riferibili gli eventi che hanno dato origine a questa situazione, rimanendo solo stupiti spettatori dell’evoluzione che ha avuto la vicenda. Vogliamo sottolineare che il nostro servizio è sempre stato reso su base volontaria e gratuita, in assoluta trasparenza e con il rigoroso consenso delle autorità pastorali della parrocchia, tanto per “le attività ludiche, ricreative e conseguentemente economiche” quanto per le altre attività di servizio alla comunità».
«Esprimiamo la nostra disponibilità a collaborare con vostra eccellenza vescovo Massimo Camisasca e gli uffici di Curia affinché si possa togliere ogni dubbio circa la chiarezza e trasparenza nella gestione delle attività oratoriane che ci riguardano. Ci spiace che questa nostra disponibilità emerga pubblicamente solo ora e in questo contesto. Non possiamo tuttavia nascondere le difficoltà e i silenzi che abbiamo riscontrato in passato nel tentativo di instaurare un confronto e un dialogo collettivo – sottolineano –. Non nascondiamo infine di essere preoccupati dei possibili pregiudizi personali e professionali che questa situazione potrebbe portare a noi e alle nostre famiglie di fedeli laici che con onestà, fede e “a norma del diritto” hanno apportato il loro servizio alla comunità». —
M.P.
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