Un drappo bianco e la citazione di Beckett fasciano l’Olma caduta
Quel che resta del celebre albero di trecento anni è diventato oggetto di una installazione “artistica”
CAMPAGNOLA
Una sorta di installazione, tra il goliardico e l’artistico, “addobba” la figura imponente dell’Olma secolare, caduta nel settembre del 2018 dopo che si era disseccata da alcuni anni. Da sempre simbolo di Campagnola, l’albero monumentale, alto 30 metri, una circonferenza del tronco di sei e almeno 300 anni di vita, da allora giace prostrato al suolo.Non è sfuggito ai passanti in via Zuccardi al Ponte Vettigano, luogo di dimora dell’Olma, il drappo bianco che ne avvolge il ceppo e il cartello con su scritto: “Apettando Godot”, titolo di un’opera teatrale di Samuel Beckett, capolavoro del cosiddetto “teatro dell'assurdo”.
Dal 1981 l’antichissima Olma di Campagnola era tutelata con decreto della Regione, ed era inserita dal Wwf fra i venti monumenti naturali nazionali. L’uso del femminile “olma” deriva dal fatto che era una fattrice, cioè un albero madre usato per riprodurne altri per sostituire velocemente gli olmi malati o secchi dei filari. La morte della pianta, risalente al 2013, è stata attribuita all’azione concomitante di agenti patogeni naturali e umani, che hanno avuto effetti letali su una pianta già provata dai tantissimi anni di vita. Dopo la sua morte, la diatriba se abbatterla o tenerla in piedi, per il suo valore scientifico e di testimonianza storica, è stata risolta dall’Olma stessa, che è caduta al suolo in una calda giornata estiva, sopraffatta dal suo stesso peso. Subito dopo la sua caduta, nel 2018, il Comune di Campagnola aveva annunciato lo stanziamento di alcune risorse per alcuni interventi sullo storico albero, al fine di mantenerne il ricordo anche in futuro. —
Alessandro Cagossi
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