Amici e politici si mobilitano «Il Governo si occupi del caso»
REGGIO EMILIA
Alcuni politici locali e nazionali hanno raccolto l’appello della famiglia del reggiano. Tra questi Giulia Crivellini, tesoriera di Radicali Italiani. «Arresti e detenzione arbitrari sono frequenti in Sri Lanka - scrive Crivellini - come verificato e denunciato sia da organizzazioni non governative internazionali che dalle Nazioni Unite. Lo sono anche i casi di maltrattamento in detenzione. Il Governo italiano deve prestare subito attenzione a questo caso: la famiglia e gli amici di Mattia, la cui paura e ansia sono fondate, meritano al più presto una risposta. Notizie certe circa la sua salute e sulla presa in carico della situazione, a partire dalla possibilità di accedere a un processo». Nel Paese tra l’altro è stata reintrodotta la pena di morte e per certi reati di droga è previsto l’ergastolo.
A Reggio hanno firmato l’appello anche diversi consiglieri comunali: Paolo Burani (Immagina Reggio), Palmina Perri (Reggio è), Dario De Lucia (Pd), Fabiana Montanari (Pd), Gianluca Cantergiani (Pd), Lucia Piacentini (Pd), Claudio Pedrazzoli (Pd) e Fabrizio Aguzzoli (M5s).
Anche il consigliere regionale di Emilia-Romagna Coraggiosa, Federico Amico esprime preoccupazione per la condizione del reggiano Matia Giberti e auspica un suo ritorno in Italia.
Del caso si era parlato anche in Senato l’anno scorso (il 6 marzo 2009) nel corso di una seduta della Commissione Affari Esteri.
Mattia Giberti era stato arrestato insieme a un 25enne israeliano lo scorso a Peliyagoda, un sobborgo di Colombo, nella provincia occidentale dello Sri Lanka, per droga. I due erano arrivati nello Sri Lanka a inizio gennaio con un visto turistico. L’israeliano è stato liberato poco dopo. —
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