Scandiano, Catti sull’ex segretario della Lega: «Colpendo me ci ha fatto perdere»
Il mancato cadidato del centrodestra dopo un anno si toglie qualche sassolino dalla scarpa
SCANDIANO
Ci ha messo un anno, ha atteso che Gianluca Vinci non fosse più a capo della Lega Emilia (è stato commissariata da Matteo Salvini pochi giorni fa), ma ora Fabio Catti oggi portavoce di Fratelli d’Italia per il distretto ceramico qualche sassolino dalla scarpata se lo toglie. Lui, è quello che proprio per il Carroccio era più che pronto a candidarsi alle comunali – la presentazione l’aveva già fatta – ma Vinci, di fronte a dissidi di coalizione lo mollò.
«Nei giorni precedenti alle regionali, diversi giornali tra cui Repubblica, diedero grande importanza al sentimento degli scandianesi come ago della bilancia. Pensiamo ora a cosa sarebbe potuto succedere se, solo qualche mese prima, alle amministrative ci fossero state proposte all’altezza che non avessero di fatto quasi dimezzato i consensi ottenuti nella stessa giornata alle Europee – scrive Catti, parlando di sè in terza persona – A Scandiano l’allora segretario Emilia della Lega distrusse la formula Catti, tra l’altro fortemente voluta proprio dal partito, dopo averlo corteggiato attraverso il suo portavoce, ma soprattutto dopo aver accettato le condizioni di autonomia organizzativa e completa disconnessione dal recente passato di centrodestra, attraverso il coordinatore provinciale Roberto Monti, di fronte agli iscritti, nella sede della Lega, ha di fatto distrutto ogni credibilità sul territorio scandianese». «Ad aggravare la situazione è stato il tentativo da parte dell’ormai ex segretario di far passare Catti come autore di una solitaria fuga in avanti per poi dover tacere a fronte di chat e screen che testimoniavano esattamente il contrario. Il tentativo di distruggere, attraverso menzogne, la figura di Catti ha di fatto precluso qualsiasi tipo di fiducia da parte del mondo imprenditoriale e lo testimonia il fatto di non essere riusciti a trovare per mesi un candidato per poi dover correre ai ripari con un candidato che si è rivelato non all’altezza». «Catti avrebbe portato in dote, oltre l’elevata notorietà sul territorio, anche una squadra già rodata che avrebbe composto una lista civica già praticamente formata, una squadra che è in parte approdata in FdI. Il mio silenzio non è stata un accettazione della sconfitta ma il tentativo di non gravare ulteriormente su questa situazione e lo testimonia il lavoro fatto sul territorio e i risultati. Come dissi, il volto potrà essere dello sconfitto ma il cuore è del vincitore, e il mio batte ancora forte». Intanto, Matteo Braglia di Fdi chiarisce: «Presa di posizione è personale di Catti, non del partito». —
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