Gazzetta di Reggio

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L’Evento internazionale 

Ecco la road map delle ceramiche per salvare il Cersaie 2020

Adriano Arati
Ecco la road map delle ceramiche per salvare il Cersaie 2020

La fiera dovrebbe slittare al periodo tra il 9 e il 13 novembre ma la certezza si avrà entro luglio con l’elenco delle adesioni 

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REGGIO EMILIA

Un mondo nuovo da scoprire partendo da basi consolidate. Punta a confermarsi un riferimento internazionale di primissimo livello il Cersaie di Bologna, il Salone internazionale della ceramica per l'architettura e dell'arredobagno da decenni uno dei più frequentati appuntamento del settore, vetrina sul mondo per il comparto emiliano che nel reggiano ha diversi dei suoi colossi. L’emergenza sanitaria ha inevitabilmente cambiato ogni prospettiva, in particolare per un evento che della circolazione e del contatto faceva la sua forza, con decine di visitatori da tutto il mondo al giorno. Nei mesi del distanziamento e delle frontiere bloccate, era difficile immaginare ad una fiera di questo tipo.

Ma il Cersaie si farà, a meno di ulteriori peggioramenti del quadro globale o di un brusco passo indietro delle aziende. Come annunciato a inizio mese, si slitta in avanti, dalla fine di settembre le date sono state spostate al periodo compreso fra il 9 e il 13 novembre, nei padiglioni fieristici bolognesi già rinnovati in precedenza e ora pronti a nuovi interventi per garantire sicurezza sanitaria. Sono state già fatte proiezioni sui numeri e sui metri quadrati per ogni utente, su strumenti digitali per calcolare eventuali intasamenti, dalle app dei cellulari a braccialetti con sensori, sulle modalità di pulizia e igienizzazione di ogni singolo spazio.

Le novità sono state presentate nella mattinata di ieri in una conferenza stampa digitale organizzata da Confindustria Ceramica, a cui hanno preso parte il presidente dell’associazione Giovanni Savorani, il presidente regionale Stefano Bonaccini assieme all’assessore al Lavoro Vincenzo Colla e il presidente di BolognaFiere Gianpiero Calzolari. Prima della chiusura forzata, gli spazi espositivi erano stati praticamente tutti assegnati, in queste settimane le varie realtà interessate sono state contattate e l’andamento sembra positivo, la volontà collettiva è quella di proporre anche nel 2020 la fiera. Sarebbe il primo evento internazionale del settore dopo la pandemia.

Le certezze, in questo senso, si avranno entro luglio, per poter poi pensare alla complessa fase logistica. L’11 giugno dovrebbe tenersi un evento regionale dedicato a “L’Emilia Romagna al lavoro”, per presentare le strategie sulla sicurezza degli eventi e dei visitatori. Entro il 1° luglio gli espositori dovranno presentare la pratica di adesione formale al Cersaie 2020. Il 9 luglio, con dati più sicuri nelle mani, gli organizzatori decideranno se andare avanti con l’evento e dal 15 luglio arriveranno le notifiche di conferma alle aziende. Un percorso a tappe prudenziale, l’intenzione è quella di proporre la fiera, un brusco peggioramento delle condizioni sanitari o economiche potrebbero far saltare il banco ma ad oggi è solo un’ipotesi lontana. Un nodo da sciogliere è quello dei collegamenti, a oggi il quadro dei collegamenti internazionali è ancora piuttosto nebuloso, con l’attuale situazione almeno per l’Europa e il Medio Oriente non dovrebbero esserci particolari difficoltà. Si punta poi al mondo asiatico, un mercato enorme e sempre più decisivo. E gli Stati Uniti? In Nord America si proverà a recuperare grazie alle fiere locali, che man mano si ripresenteranno. L’unica certezza è quella sulla necessità di ripartire, per riavviare un comparto che in Italia vale 5.4 miliardi di euro, concentrato al 91% proprio in Emilia Romagna. E con sbocchi prevalentemente all’estero. Anche in quest’ottica il Cersaie, è atteso al varco da operatori di mezzo mondo. —



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