Gazzetta di Reggio

Reggio

Il tempio Sikh raddoppia e si prepara per la riapertura

Alessandro Cagossi
In cantiere per la costruzione del nuovo tempio Sikh
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In cantiere per la costruzione del nuovo tempio Sikh

Novellara, in costruzione uno spazio analogo a quello già esistente. Iqbal Singh: «Rispetteremo tutte le misure di sicurezza»

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NOVELLARA.Durante l’emergenza Covid il tempio Sikh di Novellara, uno dei più grandi d’Europa, ha chiuso i battenti, proprio mentre si apprestava a celebrare i 20 anni di attività con una massiccia opera di ampliamento che raddoppierà lo spazio a disposizione per i fedeli per pregare e condividere un pasto dopo la messa, come da tradizione.Iqbal Singh, uno dei rappresentanti della comunità, spiega: «Stiamo ampliando il tempio perché col tempo era diventato troppo piccolo, nonostante ne siano stati aperti altri altrove. Questo dimostra che i giovani rimangono molto attaccati alle tradizioni religiose Sikh. In tal senso c’è continuità con le vecchie generazioni».

Il tempio accoglie migliaia di fedeli ogni domenica che accorrono da tutto il nord Italia. Detto anche “Porta del Maestro”, il tempio sikh in via Bandini, nella zona artigianale a nord del paese, fu inaugurato nell’ottobre del 2000 dall’allora presidente della Commissione europea Romano Prodi. La comunità sikh locale decise di costruirlo perché il mutuo corrispondeva più o meno all’affitto che dovevano pagare per un capannone, poi adibito a tempio. L’edificio esistente è a due piani, su una pianta di 750 metri quadrati; l’ampliamento ne raddoppierà la superficie. Nel 2000 costò 3 miliardi di lire (circa un milione e mezzo di euro). Allora come oggi, i lavori sono stati finanziati con le offerte dei fedeli. Il cantiere prevede anche la pavimentazione dei parcheggi adiacenti l’area.

In entrambi gli edifici, uno addossato all’altro, la sala delle preghiere è al primo piano: disadorna, con il pavimento coperto di tappeti e un baldacchino per il libro sacro, l’Adi Granth. I fedeli assistono alle cerimonie seduti a terra, scalzi e con il capo coperto, gli uomini a destra e le donne a sinistra, mentre due sacerdoti intonano le preghiere accompagnati da musica suonata con strumenti tradizionali indiani. Il piano terra è attrezzato per il convitto comunitario che accompagna ogni cerimonia.Il tempio nella cultura Sikh non è solo il luogo dove pregare, ma anche un presidio sociale dove si ritrova la comunità. Iqbal Singh, spiega che «la sua chiusura forzata durante l’emergenza del Coronavirus è stata vissuta molto male, perché improvvisamente è venuto a mancare un punto di riferimento fondamentale, in tempi già difficili di quarantena. Nel frattempo ci siamo organizzati con la tecnologia informatica». «Appena possibile riapriremo – conclude Iqbal Singh – facendo rispettare tutte le norme igienico-sanitarie del governo. Sappiamo già che gli assembramenti fuori e dentro il tempio saranno da evitare nel modo più assoluto».

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