Gazzetta di Reggio

Reggio

TRUFFATORI IN AGGUATO 

«Suo figlio è nei guai» Raggirata e derubata da un finto avvocato

Ambra Prati
«Suo figlio è nei guai» Raggirata e derubata da un finto avvocato

Donna di 70 anni riceve la chiamata di un falso carabiniere poi consegna i gioielli al presunto difensore del congiunto

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REGGIO EMILIA

La tecnica è nota: prima il finto maresciallo che per telefono avverte l’ignara vittima del “guaio” combinato da un figlio o da un nipote, con tanto di nome e cognome, poi il presunto avvocato che si presenta a domicilio alla velocità della luce chiedendo gioielli o contanti per la cauzione, peraltro inesistente nel nostro sistema giudiziario. Nonostante le tecniche ormai note – per prevenire il fenomeno il comando provinciale dell’Arma ha messo in guardia i pensionati con imponenti campagne di sensibilizzazione mirate, nei circoli e perfino nelle parrocchie, sventando solo l’anno scorso oltre cinquanta raggiri – i truffatori che prendono di mira i pensionati sono tornati a colpire a Reggio, approfittando anche del ritorno al lavoro dei familiari per raggirare gli anziani soli. Così una signora di 70 anni è stata derubata di monili in oro per migliaia di euro e ora in città è caccia ai truffatori che hanno messo a segno il colpo.

L’episodio è accaduto mercoledì nel quartiere del Buon Pastore, dove risiede la reggiana di 70 anni. Al mattino la donna ha ricevuto la telefonata di un uomo, qualificatosi come un maresciallo dei carabinieri: l’ha informata che il figlio era stato fermato alla guida di un vettura priva di assicurazione e per poterlo rilasciare, ha riferito il finto militare, era necessario pagare dei verbali.

Ovviamente la telefonata era un castello di falsità, riferite dal malvivente come preludio convincente per far agitare la povera pensionata e per preparare il terreno al complice: difatti, dopo pochi minuti, ecco che alla porta dell’abitazione ha suonato un altro uomo, con una voce diversa, presentatosi come un avvocato. A suo dire aveva assunto la difesa del figlio e aveva il mandato urgente, per conto del congiunto, di farsi consegnare del denaro per saldare i verbali e “liberare” il figlio: in assenza di contanti, andavano benissimo anche i gioielli d’oro.

La reggiana, preoccupata e colta di sorpresa, ha creduto alla pantomima: ha raccolto tutti i preziosi che aveva in casa – in gran parte ricordi di famiglia dal forte valore affettivo – e li ha consegnati al malvivente. Solo in seguito, ripensando all’accaduto, la vittima si è resa conto che la faccenda non tornava: e ha allertato il figlio e il 112, come accade spesso in questi casi troppo tardi. Difatti, dopo aver raccolto la testimonianza della vittima e la descrizione sommaria del finto avvocato, i carabinieri della Sezione Operativa – quelli veri – hanno diramato la descrizione di ricerca, ma al momento i due complici paiono essersi dileguati nel nulla. —



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