Gazzetta di Reggio

Reggio

Caro presidente, sono disperata Aiuti l’azienda per cui lavoravo

MANUELA FONTANESI
Caro presidente, sono disperata Aiuti l’azienda per cui lavoravo

Manuela Fontanesi, mamma di 48 anni, ha perso il posto a causa del Coronavirus Ha scritto al premier Conte per farsi aiutare, e alla Gazzetta per far conoscere le sue parole 

4 MINUTI DI LETTURA





La LETTERA

MANUELA FONTANESI

Buongiorno signor presidente Conte.

Provo a mandarle questa mia mail anche se so già che sarà destinata a essere cestinata senza che lei abbia la possibilità di leggerla, ma ho bisogno di farle sapere alcune cose.

La seguo in tv quando fa i suoi discorsi alla nazione e capisco che con questa pandemia bisogna essere lucidi e dare forza a tutti.

Ho 48 anni, abito a Cavriago, un paese in provincia di Reggio Emilia. Nelle sue dirette ha dichiarato che lo Stato avrebbe fatto il possibile per non far perdere a nessuno il proprio posto di lavoro e che avreste tirato fuori 400 milioni di euro per aiutare le piccole medie grandi imprese. Probabilmente posso aver frainteso tutto.

Ero stata assunta a tempo determinato l’8 aprile del 2019 per sei mesi poi riconfermata per altri sei mesi dal mio datore di lavoro. Il 25 marzo mi era stato detto che il mio contratto sarebbe stato riconfermato per altri sei mesi, poi, come un fulmine a ciel sereno, l’8 aprile mi chiama il mio datore di lavoro per dirmi che ha dovuto chiedere le 9 settimane di cassa integrazione e che a quel punto gli è stato detto che avrebbe dovuto non riconfermarmi il contratto ma lasciarmi a casa, altrimenti la cassa integrazione non gli sarebbe stata approvata.

Capisco che per il bene dell’azienda ero la più sacrificabile, anche se sinceramente ho anche capito che l’ha fatto a malincuore. Il mio ex datore di lavoro è una persona che si è fatta da sola e dal niente è riuscito a tirare su una piccola media azienda di abbigliamento con 9 dipendenti, partito con camicie da uomo e arrivato a fare anche camicie da donna, abiti, pantaloni e gonne di alta qualità sempre restando una persona modesta ma di alto spirito imprenditoriale, che ha sempre dato il massimo per affacciarsi sul mondo della moda con tanti sacrifici, perché a lui interessa fare bene il suo lavoro, vendere i suoi prodotti, fare conoscere il brand aziendale e rendere felice la sua clientela, con l’appoggio e lo sforzo di tutto il suo team. Non si merita che vada tutto all’aria, si merita che venga aiutato da voi. Sappiamo che l’abbigliamento perderà un sacco di ordini con questo Coronavirus, negozi che annullano ordini fatti in precedenza, facon che devono essere pagati per il lavoro svolto. Quindi questi 400 milioni di euro dove sono? Ho due figli, uno vorrebbe fare l’università, l’altra è al terzo anno di lingue e vorrebbe fare le sue esperienze all’estero ma io e mio marito, che in questo momento è in cassa integrazione, non possiamo dargli niente di tutto questo, non riusciamo a permettercelo. Lei mi piace molto come presidente del consiglio e con il cuore in mano le chiedo di fare qualcosa per tutti quelli che si trovano nella mia stessa situazione e per le aziende come quella in cui lavoravo e in cui sinceramente vorrei tornare. Spero che lei possa far qualcosa al più presto così possano riprendersi il prima possibile, in primis per il mio ex datore di lavoro che vuole salvare a tutti i costi la sua azienda dove ha messo tutto se stesso per arrivare dov’è arrivato, per i mie ex colleghi perché non passino quello che sto passando io e poi, chissà, se tutto si dovesse riprendere, per me, per rientrare nuovamente in questo team meraviglioso.

Guardi, le scrive una che ha passato il fallimento di Mariella Burani Fashion Group tra commissariamenti e se chiede a Delrio le saprà dire di più. Nel dicembre 2012 ha chiuso per bancarotta fraudolenta. Ci siamo dovuti rimettere tutti e tutte in gioco, io sono andata a lavorare per cinque anni in un’azienda mensa dove non era lavorare! Qui metto un punto bello grosso... poi per un colpo di fortuna sono riuscita a entrare in questa azienda dove sono stata accolta benissimo subito dal datore di lavoro e da tutti i colleghi. Quindi penso di meritarmi un pochino di pace anch’io. Le chiedo di aiutare l’azienda dove lavoravo fino a 10 giorni fa. Per poter tornare. Grazie,

Cordiali saluti. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google