Ennesimo incendio in un fienile distrutte circa 150 rotoballe
È il sesto episodio dall’8 maggio. Danni limitati grazie ai dipendenti e al 115 Il titolare Codeluppi: «Abbiamo appena fatto un corso. Mai più raccolti veloci»
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Un altro incendio di rotoballe, il sesto di questo tipo nella nostra provincia dalla notte tra l’8 e il 9 maggio scorsi. L’allarme questa volta è scattato, alle prime ore del mattino di ieri – erano circa le 6 – nella società agricola Codeluppi Bruno, in via Amendola.
Il fuoco è divampato all’interno di un fienile in cemento dove erano stoccate, in diversi vani separati da spesse mura, circa 5mila rotoballe. È stato il personale dell’azienda, assieme ai proprietari, a lanciare l’allarme e chiamare subito il 115.
Sul posto in pochi minuti si sono recati quattro mezzi dei vigili del fuoco, da Sant’Ilario e Reggio Emilia. L’immediato intervento degli uomini del 115 e la preparazione del personale della società agricola ha permesso di arginare il rogo. Un lavoro comunque impegnativo che è durato per tutta la mattinata.
Anche la particolare conformazione del fienile, chiuso solo su un lato e con l’altro aperto verso il cortile, è stata utile a tenere circoscritto il più possibile il rogo. Alla fine i danni, sia per numero di rotoballe distrutte, sia per conseguenze alle strutture, sono stati davvero limitati, rispetto al disastro che sarebbe potuto accadere.
Sul posto anche i carabinieri, che cercheranno di capire le cause dell’incendio. È verosimile comunque si tratti di autocombustione.
A lodare la prontezza dei suoi dipendenti e ringraziare il lavoro tempestivo ed efficace dei vigili del fuoco è lo stesso titolare fondatore, Bruno Codeluppi. «I miei ragazzi hanno appena terminato un corso anticendio – ha raccontato –. Hanno capito subito che cercare con i mezzi di spostare le rotoballe vicino a quelle che bruciavano non avrebbe fatto altro che alimentarle con lo spostamento d’aria. È stata più che corretta la scelta di lasciarle dove stavano, bene compatte, per spostarle fuori una volta domate le fiamme».
A bruciare, e venire in parte danneggiate dall’acqua degli idranti – cosa inevitabile durante le operazioni di spegnimento – alla fine, sono state “solo” circa 150 rotoballe.
Codeluppi poi ammette: «Di certo non farò mai più un raccolto veloce come quest’anno». Solo un paio di settimane fa, prima dell’arrivo del sole e del caldo, infatti, la minaccia del maltempo, che poi si è puntualmente presentato, ha convinto molti al taglio e al raccolto a ritmi serrati, esponendo però maggiornente al rischio di fenomeni di autocombustione. —
M.f.
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