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Interpump fa shopping e compra Servizi Industriali

Interpump fa shopping e compra Servizi Industriali

Il Gruppo ha acquistato l’80% della società bolognese per 4 milioni di euro  Montipò: «Con questa acquisizione cresce la nostra attenzione per l’ambiente»  

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Sant’Ilario d’Enza

Interpump Group ha sottoscritto un accordo vincolante per l’acquisto del controllo di Servizi Industriali, società attiva nella progettazione, produzione e commercializzazione di separatori centrifughi con marchio Macfuge, con sede ad Ozzano Emilia, in provincia di Bologna.

I sistemi Macfuge sono utilizzati in particolare per la separazione e la chiarificazione. Questi processi aumentano la purezza dei fluidi nell’industria alimentare, chimica, farmaceutica e nel settore energetico; permettono il corretto riciclo e lo smaltimento dei prodotti di scarto di numerose industrie con miglioramento dell’impatto ambientale; inoltre sono alla base della produzione di biocarburanti.

La società ha realizzato nel 2019 vendite per 7,7 milioni di euro, in crescita del 40% rispetto all’anno precedente, con un ebitda del 22% circa.

L’operazione, il cui perfezionamento è previsto entro il luglio 2020 al termine di alcune operazioni di riorganizzazione societaria, prevede l’acquisizione dell’80% di Servizi Industriali. Il prezzo pattuito, comprensivo della cassa stimata in circa 0,5 milioni di euro, è pari a 4 milioni di euro. La rimanente quota del 20% è detenuta dal management della società.

«Con questa acquisizione – così ha commentato il presidente di Interpump Group, Fulvio Montipò – aggiungiamo un importante tassello alla nostra offerta di sistemi e componenti per il trattamento dei fluidi, un settore in rapida crescita grazie all’accresciuta attenzione verso l’impatto ambientale».

A dimostrare ancora una volta che il coronavirus non ha fermato l’espansione del Gruppo guidato da Fulvio Montpò. Solamente la settimana scorsa l’assemblea aveva approvato i conti del primo trimestre di Interpump.

Conti che hanno archiviato un risultato operativo pari a 50,2 milioni di euro a fronte dei 62,4 milioni del primo trimestre 2019. Le vendite nette dal 1° gennaio al 31 di marzo sono leggermente salite sfiorando i 344 milioni di euro; dodici mesi prima erano state pari a 343,6 milioni.

Il fatturato per area di attività e per area geografica è risultato purtroppo in discesa di 5 milioni nella nostra penisola e di 4 e mezzo nel resto del vecchio continente, ma si è nettamente impennato in altre aree del mondo. Nel complesso è stato il settore dell’acqua a pagare pegno (-1,5%) mentre quello dell’olio si è rinforzato dello 0,9%.

Alla fine l’utile netto del primo trimestre ha raggiunto i 33,3 milioni di euro (il 26,4% in meno rispetto ai 45,3 dell’anno prima) scontando perdite sui cambi per la debolezza di alcune valute straniere e dopo un accantonamento per indennità di fine rapporto assegnata al presidente che è stato recentemente riconfermato dall’assemblea degli azionisti.

A questi ultimi è stato riconosciuto un utile di 0,310 euro per ogni azione di base (0,426 nel 2019). —

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